Al centro del Golfo di Napoli, Capri, eon le sue 4 miglia quadrate, è l'isola più nota del Mediterraneo. Diversamente dalle altre isole partenopee (Ischia e Procida), non è di origine vulcanica ma calcarea e costituisce l'estrema propaggine del sistema montuoso della Penisola Sorrentina. Già dall'orizzonte, si può notare la lussureggiante vegetazione dell'isola, tipicamente mediterranea, che dona al paesaggio un aspetto ridente anche nelle stagioni fredde. Analogamente caratteristica è la ricca fauna, sia terrestre che marina, che annovera molti tipi di uccelli stanziali, tra cui i grandi gabbiani diomedei, e di sauri, come la rarissima lucertola azzurra dei Faraglioni.

Quando e come nacque il mito di Capri è difficile stabilirlo. Per coloro che in passato vi vissero o la visitarono, l'isola ha sempre rappresentato qualcosa di "diverso", il luogo dove natura e bellezza si incontrano, dove il Mito e la Storia, ancora oggi, parlano. Non è facile trovare al mondo un'altra isola della grandezza di Capri che abbia assistito a tanti eventi drammatici e dato ospitalità a tanti personaggi illustri. L'elenco degli artisti, intellettuali, scrittori, esuli, ricchi ed eccentrici visitatori che, a partire dall'800, la prescelsero come residenza abituale o stagionale è lunghissimo.

Tra questi possiamo ricordare, il poeta cileno Pablo Neruda e la scrittrice Isabel Allende, il filosofo francese Jean Paul Sartre, lo scrittore russo Maksim Gorkj e l'esule Lenin, il poeta tedesco Rainer Maria Rilke, gli scrittori Oscar Wilde, Graham Greene, Joseph Conrad, David Herbert Lawrence. Insiemi a tanti altri, costoro contribuirono a creare quella variegata e cosmopolita colonia internazionale che ha reso famoso il nome di Capri in tutto il mondo.

La cultura dell'accoglienza e dell'ospitalità è secolare, tant'è vero che lo standard dell'offerta turistica è variegato e riesce a soddisfare un'ampia gamma di ospiti alla ricerca del silenzio, della genuinità e della buona cucina, famosa soprattutto per le più deliziose pietanze, tra cui l'insalata "Caprese" e la Torta di mandorle, anch'essa detta "Caprese".
Ma Capri è anche moda ed artigianato. Numerose sono ancora le botteghe e sartorie artigianali che, dagli anni '50, hanno vestito i più celebri personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, come Jacqueline Kennedy, Grace Kelly e Clark Gable, per citarne alcuni.

Il patrimonio storico sparso sul territorio dell'isola è costituito principalmente dalle rovine romane di Villa Jovis e Villa Damecuta, le due residenze dell'imperatore Tiberio, che scelse l'isola quale sua dimora dal 27 al 37 d.C. e dalla Certosa di San Giacomo, convento eretto dai Certosini nel Trecento quale luogo di preghiera e lavoro. Ma Capri è soprattutto un luogo dove si possono fare delle splendide e lunghe passeggiate, immersi nel silenzio, per i sentieri che affiancano campi coltivati a vigna (molto apprezzato è il vino Capri DOC) e giardini dove la flora spontanea e mediterranea è rigogliosa in ogni stagione dell'anno.
I riflessi trasparenti che esaltano e rendono famosa la Grotta Azzurra già nota ai tempi di Tiberio, che la utilizzava come ninfeo sono tuttora evidenti ed illuminano le molteplici grotte disseminate lungo la costa dell'isola e nelle vicinanze dei Faraglioni, assunti ad emblema dell'isola.

LA STAZIONE ORNITOLOGICA
A sud di Villa San Michele, svetta il Monte Barbarossa, sulla cui cima si erge il "Castello Barbarossa". Il monte con la riserva circostante costituisce un'importante tappa per gli uccelli migratori in viaggio dalle zone di nidificazione europee verso i territori di svernamento in Africa. In passato gli abitanti di Anacapri praticavano una caccia intensa ai migratori. E fu proprio per proteggerli che nel 1904 Axel Munthe comprò il monte. Il castello, che ospita oggi la Stazione Ornitologica, è attestato fin da epoca bizantina, ma deve il suo nome all'ammiraglio e pirata turco KeiredDin detto "Barbarossa", vissuto nel '500. Studi ornitologici sistematici, furono introdotti a Capri nel 1956, quando la Società Ornitologica Svedese iniziò la sua attività sull'isola.
Dai primi anni '80, sono attivi sul posto anche ornitologi italiani. Attualmente l'attività ornitologica svedese condotta a Capri dipende dalla Stazione Ornitologica di Ottenby di Öland. Ottenby si occupa anche di studiare gli uccelli migratori nei loro territori di svernamento in Africa tropicale, in particolare in Nigeria. L'attività italiana a Capri fu introdotta dalla LIPU, ma è ora gestita dell'istituto Nazionale per la Fauna Selvatica di Bologna. Dal 1994 al 2004 l'attività degli svedesi si concentrò sulla migrazione autunnale e per alcuni anni (2002-2004) furono studiati anche gli uccelli svernanti.

Oggi si portano avanti principalmente progetti specifici: questi possono riguardare il modo in cui gli uccelli si orientano durante le migrazioni più lunghe, ricerche per prevedere l'insorgere di malattie trasmesse dai pennuti e, negli ultimi anni, studi sulla migrazione delle farfalle. Alcune specie di farfalle e libellule si spostano, infatti, più o meno regolarmente, sopra il Mediterraneo, tanto che a volte fa la sua comparsa a Capri anche qualche isolato esemplare della famigerata cavalletta del deserto.
Gli uccelli migratori, una volta catturati nelle reti, sono classificati in base a specie, sesso, età e vengono pesati e misurati. La loro riserva di grasso, che insieme al peso indica quanto rifornimento hanno immagazzinato per il resto del viaggio, viene stimata ad occhio. Gli uccelli presentano una grande quantità di grasso, durante la loro rotta sul Mediterraneo e sul deserto del Sahara ma nettamente ridotta in primavera, quando atterrano sull'isola dopo il lungo attraversamento. Tutti gli uccelli vengono inanellati ed è proprio dalla loro ricattura in altre stazioni ornitologiche sparse in tutto il mondo che si possono individuare le esatte rotte migratorie. Come per esempio beccafichi e pigliamosche, che nidificano in Finlandia, fanno tappa a Capri durante la migrazione e svernano nel lontano Congo.

ITINERARIO 1» Sentiero dei fortini
Ad Anacapri, un percorso didatticoartistico unico al mondo, lungo la costa occidentale in un paesaggio di selvaggia bellezza scolpito dal vento e dal mare.
Sui promontori sono incastonati i Fortini di Orrico, Mesola e Pino. Un sentiero serpeggiante e altamente panoramico collega Punta dell'Arcera presso la Grotta Azzurra al Faro di Punta Carena: si inerpica tra fiori esclusivi sul ciglio di falesie da vertigine, scende verso baie di cobalto, rientra verso l'entroterra nella profumata frescura della macchia mediterranea. Alcune discese a mare consentono ai subacquei l'incontro con l'azzurro mondo sommerso. Al restauro dei Fortini nel 1998 è seguito per iniziativa dell'Azienda di Turismo l'inserimento di ceramiche d'arte del maestro Sergio Rubino a illustrare natura e storia. E' nato così il primo ecomuseo didattico artistico all'aria aperta del mondo. Si percorre in 45 ore a piedi, ritorno con autobus di linea dal Faro o dalla Grotta Azzurra.

ITINERARIO 2» M. Solaro Cetrella
La massiccia elevazione del Monte Solaro, ad Anacapri, regala dalla sommità (589 m) una vista spettacolare sull'isola, sui Golfi di Napoli e Salerno e verso Ischia. La cima si raggiunge in seggiovia da piazza Vittoria o a piedi da via Capodimonte, via Monte Solaro e successivo sentiero. Più agevole la discesa di circa un'ora, d'obbligo in ogni caso la deviazione all'eremo di Cetrella, aggrappato a un balconebelvedere naturale di roccia. Risale al XIV sec. fondato dai Certosini e poetico nell'isolamento e nell'armonioso gioco delle voltine. Pare debba il nome all'aromatica "erba cetra" (melissa): tutto il Solaro è scrigno delle più preziose rarità botaniche. Prima dell'eremo la casa dello scrittore C. Mackenzie è stata ristrutturata dagli "Amici di Cetrella" e trasformata in centrostudi su flora e fauna, con biblioteca e giardino (piccola raccolta di specie tipiche). Aperto ai visitatori (tel.081.8371157).

ITINERARIO 3 » Villa San Michele
Villa San Michele è stata, tra il 1896 e il 1907, la dimora del suo creatore svedese, il medico e scrittore Axel Munthe. Dopo il successo del libro "La Storia di San Michele" nel 1929, la Villa fu gradualmente aperta al pubblico e da allora il grande flusso di visitatori non è mai cessato. Dal 1950 è una CasaMuseo, circondata da un rigoglioso giardino. La visione complessiva del giardino, della villa e della collezione artistica con i suoi reperti di epoca romana, etrusca ed egizia è un'esperienza unica nel suo genere. Nel giardino si possono ammirare piante mediterranee ed esotiche, scelte per la loro bellezza. L'edificio principale si apre nel verde attraverso una loggia con sculture, seguita da un pergolato posto su 37 colonne bianche per tutta la lunghezza dei giardino. Costeggiato da rose, gelsomini e glicini il percorso conduce al belvedere della Sfinge, da dove si gode una straordinaria vista del Golfo di Napoli. Dappertutto sono disposte bordure di cinerarie, viole, petunie, azalee, ortensie e magnolie. Ci sono varie specie di pini, palme, cedri e un esemplare di granata rupicola Kochia saxicola, che cresce spontaneamente a Capri e che, fatta eccezione per alcuni rari casi, è estinta nel resto del mondo. Info: www.villasanmichele.eu