Se abbia avuto o meno un’educazione sentimentale non traspare dagli occhi celeste ghiaccio, dall’eleganza imperturbabile e da quel muoversi a suo agio, mecenate e imprenditore, davanti al jet set del mondo, nel suo Palazzo di opere d’arte. Senz’altro è stata di ordine estetico l’educazione di Tonino Cacace, proprietario del Capri Palace di Anacapri, affinata nella frequentazione del mondo colto romano, degli artisti e delle avanguardie londinesi. Un percorso cominciato a 20 anni e riversato in quello scrigno di arte moderna e armonia mediterranea che è il Capri Palace, sorto sulle ceneri di una locanda senza pretese ma totalmente rivisitato nel 1995 con l’architetto e compagna di allora Fabrizia Frezza. Tonino intendeva creare un albergo «minimal ma non minimalista, bianco ma non freddo, elegante ma non sovrabbondante». Una casa patrizia caprese con le colonne doriche, le finestre ad arco e le volte a botte che strizzasse l’occhio al Seicento-Settecento. E che oggi risulta straordinariamente attuale pur pensata in anni in cui il minimalismo non aveva ancora svuotato l’eccentricità dei grand hotel.

Così, all’insegna del lusso invisibile, Cacace continua a ristrutturare il suo hotel chic. Riducendo di anno in anno il numero delle camere (ora 77) per dare alle suite la piscina privata e alle piscine i dipinti underwater del bolognese Giorgio Tonelli. Ma anche per accostare i divani total white alle decorazioni di bambù e orchidee, le cornici dorate alle lampade da cinematografo, le opere di De Chirico a quelle di Arnaldo Pomodoro. In stile caprese, ma allo stesso tempo alieno dal caotico ambiente esterno. Isola nell’isola. Tra le marine e gli immutabili faraglioni. In una Capri in cui l’approdo degli aliscafi sembra un piccolo Pireo e la storica via Krupp, rimessa in sicurezza, riaprirà alla presenza del presidente Giorgio Napolitano il 28 giugno. E Capri Palace (un nome suggerito a Cacace da Della Valle per sostituire l’originario Europa Palace) è un art hotel: un atelier per artisti al lavoro, uno spazio espositivo permanente (tra gli altri Lello Esposito, Mario Schifano, Fabrizio Plessi, Domenico Cantatore e Luca Pignatelli) e di mostre estemporanee (fino al 31 luglio, “L’arte e il mare” a cura della galleria Tega di Milano).

L’albergo ha un ristorante dall’atmosfera ovattata, l’Olivo, premiato dal 2004 con una stella Michelin, dove lo chef Oliver Glowig rivisita, con un tocco light, le ricette della cucina campana: il pesce è combinato ai formaggi, l’insalata caprese alla spuma di ricotta di bufala e alla gelatina di pomodoro, la zuppa forte (un intingolo di frattaglie di maiale) agli spaghettoni di Gragnano.

A fare del Capri Palace un Destination Hotel contribuisce anche la Medical/Thermal Spa, 1° Best secondo i lettori di Condé Nast Traveller’s Uk. Ci si va per i programmi gambe, unici e brevettati, per il pacchetto dimagrante o salva cuore e per il ricchissimo ventaglio di massaggi e trattamenti beauty Chissà se ci farà un passaggio anche Catherine Deneuve, al rientro da Cannes. All’icona francese Cacace vorrebbe dedicare la prossima suite: «Mi piacciono le donne di classe» ammette. «Un fatto che non necessariamente coincide con la bellezza». Ma al Capri Palace, sua creatura, i due aspetti decisamente convivono.

Spaghetti alla zuppa forte

Ingredienti per 4 persone:
240 g di spaghettoni, 500 g di frattaglie di maiale (polmone, cuore, milza), 2 cipolle bianche, 3 spicchi di aglio, 2 foglie di alloro, 30 g di strutto, olio, yogurt di bufala, 250 g di pomodoro passato, concentrato di peperoni dolce (20 g) e piccante (50 g), sale, pepe, maggiorana, peperoncino, cubetti di pane tostati in olio, aglio e tinto

Fate rosolare le cipolle tagliate a cubetti in poco strutto con 2 spicchi d’aglio. Unite il resto dello strutto, l’alloro, le frattaglie e fate cuocere 40 m. Tagliate le carni a dadini regolari, unite sale, pepe, concentrato di peperoni, pomodoro passato e fate restringere per 1 ora. Colorite 1 aglio in 2 cucchiai di olio. Lessate la pasta, scolatela al dente e mantecatela con l’olio all’aglio e poca acqua di cottura. Mettete 1 cucchiaino di yogurt tiepido al centro di ogni piatto, adagiatevi la pasta, disponetevi la zuppa forte (l’intingolo di frattaglie) pressata nello stampino e completate con olio, peperoncino, maggiorana e i crostini.