Un weekend a Capri da non perdere? Non c’è dubbio: l’ultimo di maggio, quando vi si ritrovano alcune delle barche più belle del mondo con relativi armatori, ospiti ed equipaggi. Il top della vela insomma, riunito da uno sponsor magister elegantiarium in un’isola che in farm di classe ed eleganza non è seconda a nessuno. Quest’anno la prima delle tre regate di Capri della Settimana dei Tre Golfi Trofeo Loro Piana si corre il 29 maggio; chi vince si porta a casa titolo di Campione Nazionale del Tirreno e, se corre sulle barche più grandi, quelle lunghe dai venti metri in su, il trofeo messo in palio dallo sponsor Loro Piana.

Quindi appassionate regate di giorno seguire da struscio, cene e feste di sera, con il culmine in una notte di canti e balli sui tavoli dell’Anema e Core, il venerdì, dove riuscire a entrare è diventato difficile almeno quanto vincere una regata.
«Amici e buonumore, questo significa per me Capri dove torno da vent’anni». Pierluigi Loro Piana, Presidente e Amministratore delegato della Società, è anche un raro esempio di gentleman driver, che preferisce battersi in prima persona sul suo My Song invece di cedere il timone a un professionista come fa la maggior parte dei suoi colleghi armatori. A lui chiediamo un consiglio su come vivere l’isola: «Anche per chi arriva per la prima volta è semplice: di giorno, affittando un gozzo a Marina Grande per fitte il giro dell’isola, con tappa obbligata da O’ riccio o alla Fontelina per un piatto di penne; a sera l’aperitivo in piazzetta, una passeggiata, il tramonto da Villa Tiberio, l’imperdibile notte all’Anema e Core... ». Allora proviamo a scandire una giornata tipo in questo weekend & sport e mondanità. La mattina, non tardissimo perchè le barche partono alle 11, un salto al villaggio regate allestito sulla banchina del porto turistico di Marina Grande; qui si può chiedere se c’è posto su una delle barche appoggio ma non è facile, meglio quindi noleggiare un mezzo proprio per uscire in mare: la scelta è ampia e variegata, dal gozzo, al gommone, al motoscafo.
Pomeriggio dedicato allo shopping, alla ricerca degli artigiani storici sopravvissuti alla legge dei grandi numeri, come Attilio, che continua a far sandali capresi come ha sempre fatto oppure Susi, che in un minuscolo negozio confeziona su misura i famosi costumi per signore: è anche l’occasione per respirare l’aria della Capri di una volta. Quella di oggi si respira invece in via Camerelle, dove le griffe più note al mondo hanno sostituito le botteghe frequentare da Jacquline Kennedy, Brigitte Bardot e altri innumerevoli personaggi di quegli anni, in cui sandali e pantaloni alla caprese andavano a ruba. L’alternativa, in tono più discreto, sono le boutique e i gioiellieri di via delle Botteghe.
Se per gli alberghi abbiamo pochi consigli da darvi se non di prenotare subito, per quanto riguarda i ristoranti ci fidiamo del consiglio di Guido Barendson, giornalista gastronomo, direttore del canale RaiSat Gambero Rosso, ma soprattutto innamorato di Capri che frequenta da sempre: «A noi piacciono la pizzeria Aurora, il Grottino di Gemma, la Capannina e i Faraglioni alle Camerelle (tavolini con vista struscio).
Un po’ più cari, ma gradevolissimi i ristoranti dei due grandi alberghi: il Quisisana e il Palace ad Anacapri, meta di celebrities che riposano nella beauty farm inventata dal proprietario, Tonino Cacace».