Vera athnità elettiva o incontro fortuito di creatività
diverse nel nuovo spazio Bisazza a Milano?
Tra l'architetto Fabio Novembre autore del progetto e direttore artistico dell'azienda, Curzio Malaparte con la sua mitica villa a Capri, il regista Jean-Luc Godarci che proprio in questo luogo ha girato) il film "Il disprezzo" e Sandro Chia che dal mare caprese ha tratto) ispirazione per il grande mosaico. Personalità diverse, legate da un'attrazione fatale per l'isola delle isole. In ogni angolo dello spazio milanese infatti si ritrovano rimandi, reali e virtuali, che riportano al paesaggio, all'archittetura, ai fondali marini ( agli inimitabili cieli stellati dell'isola. "Milano ha tiri cattivo rapporto con l'acqua", spiega Fabio Novembre. "Però credo che ognuno di noi abbia diritto al mare. O almeno a una piscina. Per questo motivo lo spazio Bisazza nasce sognando Capri, con vista sui faraglioni, immersi nella natura. Ospiti di villa Malaparte, la più bella casa del mondo, per me il simbolo dell'architettura spontanea, simile a un fiore nato tra le rocce.
Un rifugio per tutti quelli che hanno imparato a sognare, clove il confine tra architettura e poesia sfuma nell'azzurro del mare". Nello spazio, articolato su clue livelli, spiccano i pavimenti a tessere di mosaico che disegnano una sorta di tappeto studiato per raccontare le caratteristiche morfologiche e botaniche dell'isola, contrapposti a pareti candide che evocano giornate assolate. E sul fondo dell'ingresso un mare-piscina sovrastato dal grande mosaico ideato da Sandro Chia che raffigura un uomo e una donna nell'atto di tuffarsi dall'alto dei faraglioni.
"In quest'opera", racconta Fabio Novembre, "l'artista evoca gli archetipi maschile e femminile, disegnati a tessere di mosaico con la tecnica dell'opus incertum. Due presenze così forti e vitali da trasformare la materia mosaico in pelle di vetro".

F.M.