Era il 1991 quando Einaudi pubblicò la biografia di Marguerite Yourcenar scritta da Josyane Savigneau. A Riccardo Esposito e Ausilia Veneruso - che già da dieci anni avevano aperto la libreria La Conchiglia è iniziato anche la pubblicazione di tutti i testi scritti a Capri e su Capri - saltò subito agli occhi un particolare. Marguerite Yourcenar nel 1938, raccontava la Savigneau, dopo un lungo viaggio in Grecia, si era trasferita sull'isola.
Nella villa La Caserella aveva scritto la prima stesura del Coup de Grâce, II colpo di grazia, terminato poi a Sorrento. «La Caserella» raccontano oggi Ausilia e Riccardo «è il nome di molte ville qui a Capri: perciò non riuscivamo a capire di quale si trattasse. Finché un giorno un amico, Gianandrea de Antonellis, ci venne a trovare con una bolletta della luce: con profonda emozione scoprimmo che era intestata a tale Marguerite Yourcernar. Ancora oggi alla Sippic, la società che gestisce il servizio elettrico sull'isola, la scrittrice risulta intestataria di un contratto!». Oggi quella casa è diventata un B&B; sulla porta troneggia una maioloca su cui è inciso: «in questa "casarella" visse Marguerite Yourcenar autrice delle Memorie di Adriano e qui scrisse il romanzo Coup de Grâce»; i cani, maleducati, fanno pipì sul portone; all'interno famiglie di tedeschi si godono l'aria e il sole dell'isola.
Se ne potrebbero raccontare a decine di storie come questa. Ogni pietra a Capri parla, canta, danza.
Ogni cantone racchiude un segreto, ogni muro echeggia una storia, ogni angolo una leggenda. Quella di Axel Munthe, medico e letterato, che si innamorò dell'isola e che, con La Storia di San Michele, accese il fuoco della passione per Capri che agli inizi del secolo divampò nel nord Europa. Quella di Rainer Maria Rilke, che si fermò nell'isola un anno, dal 1906 al 1907, per poi tornarvi nel 1908: all'inizio la trovò terribile, turistica e falsa; poi divenne «l'isola di sogno». Quella di Elsa Morante e Alberto Moravia, che per quattro anni soggiornarono nella casa-pensione Villa Ceselle (via Ceselle), ad Anacapri (dove andavano anche Mario Soldati e Leo Longanesi): qui Moravia scrisse, nell'agosto del 1942 Agostino, mentre la Morante vi iniziò Menzogna e Sortilegio. Quella dell'egotico Erich Suckert, alias Curzio Malaparte, amico di Axel Munthe, che comprò per 360 lire il luogo su cui fece edificare Casa Come Me (come me) per Malaparte significava perfezione), in via Pizzolungo, costituita da una scalinata che ha dell'incredibile, una forma da razionalismo estremo, un colore rosso e, tutt'intorno, le rocce del promontorio di Punta Massullo. Nella villa - che oggi ospita una fondazione scientifica - scrisse tra l'altro La Pelle e Kaputt. Quella di Colette, la scrittrice francese provocatoria ed eccentrica: la villa si chiama ancora Casa Colette e si trova nella prima Traversa Timpone ad Anacapri.
Quella di Maksim Gorkij, che a Villa Behring, in piazzetta Cesare Battisti, soggiornò per oltre due anni, scrivendovi romanzi, racconti e drammi. Oggi in una delle abitazioni vive un ragazzo, incerto tra l'infanzia e l'adolescenza; gentile e disponibile ha fatto visitare la casa che oggi è un residence e si chiama "Letizia", ma che ha ancora il colore rosso dei tempi di Lenin, che qui fu ospitato poco prima dei dieci giorni che avrebbero sconvolto il mondo.
Gorkij abitò anche a Villa Blaesus, oggi Hotel Villa Krupp.
Ma i personaggi che hanno contribuito a fare di Capri una leggenda, grazie ai quali, per dirla con Ausilia, «Capri ha un'anima: perché tutto non può essere solo boutique o effimero, frivolezza e moda» sono ancora tantissimi: George Bizet, Oscar Wilde, Oskar Kokoschka, Sibilla Aleramo, solo per dime alcuni, ed Edwin e Claretta Cerio, amici di Pablo Neruda che qui trascorse un periodo indimenticabile con il suo nuovo amore, Matilde. E che qui compose Los versos del Capitán: «Tutta la notte ho dormito con te/vicino al mare, nell'isola. [...]
Ho dormito con te/e al risveglio la tua bocca/uscita dal sonno/mi diede il sapore di terra,/d'acqua di mare, di alghe,/del fondo della tua vita,/ e ricevetti il tuo bacio/bagnato dall'aurora/come se mi giungesse/ dal mare che ci circonda». Oltre ai giardini e alle ville, ai libri e alla memoria, alle lapidi che quà e là punteggiano i vicoli e le straduzze dell'isola, oltre alla statua dedicata a Lenin che si trova ai giardini di Augusto ed è costituita da una doppia lastra di marmo, e da un'effige e più sotto ancora una scritta: a Lenin Capri; oltre a tutto questo l'anima di Capri si trova anche in due baluardi di altri tempi: nel laboratorio profumeria Carthusia, che dal 1948 crea profumi, saponette e poutpourri secondo le antiche ricette della
Certosa di San Giacomo risalenti al 1380. E quella di Enzo Faiella che, accanto ai negozi strafirmati e ultraluccicanti di moderne amenità, crea ancora i sandali che facevano impazzire Liz Taylor e Ingrid Bergman.
Per poco però: per far posto a un'altra 'firma" gli hanno dato lo sfratto.