Iniziamo il nostro itinerario nell'arcipelago campano da Capri, forse l'isola più famosa del mondo, certamente una delle più belle. Capri dista, nel punto più stretto della Bocca Piccola, non più di quattro miglia dalla costa ed è la continuazione dei rilievi montuosi della penisola sorrentina. E proprio a questo che deve il suo aspetto particolare ricco di faraglioni, grotte, scogliere, ma anche di spiagge vellutate e di vaste estensioni verdi (un aspetto completamente diverso da quello di Ischia e Procida, isole di origine vulcanica).
Augusto fu il primo a lasciarsi affascinare da questi paesaggi, il primo, almeno, che abbia lasciato alla storia la testimonianza della sua predilezione. Nel 29 a.C. volle annettere Capri ai possedimenti di Roma, cedendo in cambio la più grande e fertile Ischia. Il suo successore, Tiberio, ne fece invece il rifugio degli ultimi dieci anni della sua vita.
Con la morte di Tiberio, Capri sprofondò lentamente nell'abbandono.
Le sue bellezze vennero riscoperte molto più tardi, alla fine dell'Ottocento, da un medico svedese, Axel Munthe, cui va il merito di averne fatto una delle capitali del turismo mondiale.
Capri, è collegata a Napoli da frequentissime corse di aliscafi e di traghetti, anche se la circolazione sull'isola è riservata agli automezzi dei residenti. Dall'approdo si può raggiungere Capri centro, arroccata molto più in alto, con un banale autobus o con la molto più suggestiva funicolare, che sferraglia tra vigne e giardini. Il cuore della cittadina e di tutta l'isola è piazza Umberto I, "la piazzetta", un caleidoscopio di suoni, colori, profumi, un crocevia di umanità.
Dalla piazzetta sono passati artisti e potenti, divi e atleti, come dimostrano le fotografie che molti locali espongono. Dai tavolini di questi locali potrete cominciare la visita dell'isola soltanto muovendo gli occhi dalla torre dell'orologio, al palazzo del municipio, un tempo sede vescovile, alla chiesa di Santo Stefano, che con le sue cupole tonde sembra una moschea.
Lasciata la piazzetta, ci si immerge nel quartiere medievale, un dedalo di viuzze, slarghi, sottopassi, portici, archi, scalinate, pieno di bottegucce e di officine artigiane, che sbocca in via Vittorio Emanuele, l'arteria dei grandi alberghi, tra i quali il capostipite storico della ricettività caprese, il famoso Quisisana, e il Luna, che molti giudicano tra i più civettuoli e accoglienti dell'isola.
Dal Quisisana, prendendo via F. Serena, si arriva ai giardini di Augusto, impareggiabili per la collocazione panoramica e per la
ricchezza della vegetazione, varia e ben tenuta, asilo di un numero
incredibile di uccelli.
Dal parco, proseguiamo fino alla via Krupp, una strada ricca di tornanti, intitolata al magnate tedesco dell'acciaio che si accollò le spese per la sua costruzione, che scende fino a Marina Piccola. Sulla strada, il belvedere del Cannone offre una prima panoramica dall'alto della certosa di San Giacomo, il monumento più significativo, dell'isola, eretto a partire dalla seconda metà del XIV secolo. Nel museo della Certosa sono custodite statue di epoca romana ripescate dai fondali della Grotta Azzurra.

Anacapri, la rivale di Capri

Capri, però, non finisce.., a Capri: sull'Isola esiste un altro popoloso comune, quello di Anacapri, anch'esso meritevole di una visita approfondita. Divisi dai capresi da un'antica rivalità, gli anacapresi si considerano "gente di montagna".
La quota alla quale sorge l'abitato (280 metri), è stata sufficiente, nei secoli, a garantire a questa comunità un relativo isolamento dai "marinari" dell'altro Comune. Ad Anacapri (e non a Capri), fanno del resto notare con orgoglio gli abitanti, avevano fissato la loro residenza i due artefici delle fortune capresi, Tiberio e Axel Munthe. Le loro ville sono tappe d'obbligo nella visita di Anacapri, che comprenderà anche la chiesa parrocchiale di Santa Sofia, il castello del Barbarossa (non Federico, ma un pirata che portava lo stesso nome), la chiesa di San Michele e la seggiovia che porta fino in cima al monte Solaro (589 metri) dal quale si domina tutta l'isola.

La grotta "riscoperta "

Il mare, a Capri, è altrettanto bello, vario e suggestivo della terraferma, a cominciare dalla famosissima Grotta Azzurra, all'estremità occidentale del versante nord di Capri, così chiamata per l'incredibile colore della luce che filtra all'interno per via subacquea. Si tratta di un antro di 54 metri di lunghezza per 15 di larghezza, nei punti massimi, con la volta rocciosa che arriva a 30 metri. L'acqua è profonda 14/20 metri. Alla grotta si accede soltanto a bordo di piccole imbarcazioni a remi, passando attraverso un'apertura larga due metri e alta, nelle migliori condizioni di marea, un metro e 30. La sala principale è collegata, attraverso la galleria dei Pilastri, a un secondo ambiente, la sala dei Nomi, dove è presente un piccolo molo d'attracco di costruzione romana. Da qui si dirama una serie di budelli ancora in parte inesplorati. Dopo i Romani, che l'avevano usata come ninfeo marino, la grotta finì avvolta in un cupo velo di sinistre superstizioni e quindi abbandonata. La riscoperta avvenne soltanto nel 1826, a opera di un pescatore caprese, Angelo Ferraro, detto "O Riccio", che ottenne, per questo, un piccolo vitalizio dal comune. La Grotta Azzurra può essere raggiunta via mare da Marina Piccola o da Marina Grande in motoscafo, ma davanti alla grotta occorre trasbordare sulle barchette a remi capaci di trasportare, oltre al barcaiolo, non più di tre persone. Le visite sono possibili dalle nove del mattino fino a un'ora prima del tramonto e soltanto nelle giornate di bonaccia.
Sul versante opposto dell'isola, a sud-est, si ergono i faraglioni , altra tappa d'obbligo per chi visita Capri. Attorno ai faraglioni potrete anche concedervi un'avventura unica: un'immersione di 40 minuti, per esplorare fondali ricchi di vita, a bordo del sottomarino "Tritone", uno dei pochi sommergibili costruiti per scopi pacifici: è lungo quasi 20 metri, ospita 45 passeggieri ed è collaudato per una profondità di 75 metri, anche se non si spinge mai sotto i 40. Prenotazioni e informazioni: tel.0336/843238.