Ai suo fascino non si resiste, chi la visita se ne invaghisce, e ci torna. Capri sa essere strega e fata, magica e trasgressiva, semplice e raffinata, un'aristocratica che tollera gli snob ma non tradisce mai l'anima "napoletana" e verace della sua gente Qui, ogni pietra, ogni scoglio baciato dalle onde, racconta storie d'amore, di passioni sbocciate, o bruciate, in quest'isola emersa dagli abissi. Seduce e fa innamorare, dunque, Capri, fin nelle viscere delle sue grotte avvolte dal mistero. Cesare Augusto la battezzò Apragòpoli, "città del dolce far niente". Era il 29 a. C.
Un altro imperatore romano, Tiberio, mezzo secolo dopo, decise di abitarci negli ultimi anni della sua vita (lui allora ne aveva 68) e per questo vi fece costruire dodici lussuose dimore dedicate alle divinità dell'Olimpo, scegliendo per sé, modellandola sulle sue regali esigenze, la tredicesima, sontuosa e inespugnabile: Villa Jovis (vedi box a pag. 189), un palazzo a strapiombo sul mare, affacciato su un "Salto" di 350 metri dal quale, si dice, il sovrano, taciturno e diffidente, gettasse, senza pensarci su, chi non gli andava a genio, amici o nemici che fossero. Da allora l'isola vive, e quasi si nutre, di miti, scandali e leggende, oltre che dei paganissimi e goderecci riti celebrati dai sacerdoti moderni del jet set: artisti, divi del cinema, stilisti, notabili dell'industria e della finanza, festeggiano qui, nelle ville private, nelle spiagge o negli alberghi più "in", compleanni, nuovi amori e successi, e lo fanno con cerimonie, rustiche o sfarzose, dove il gioco più divertente è ritrovarsi nella "bella gente", aprire la porta e chiedere all'ospite che arriva: "Indovina chi c'è stasera?". È questa l'essenza dell'evento mondano, la domanda futile dal valore mediatico che trova puntuale risposta sui rotocalchi, dove Capri non manca mai.
Qui però c'è un luogo che più di ogni altro si presta ai rendez-vous della frivolezza: è la mitica Piazzetta, il crocevia di tutte le strade dell'isola, quasi un cortile intorno al quale si sviluppa il borgo medievale con le sue intricate viuzze, racchiuso tra la Torre dell'Orologio e un fianco dell'ex-cattedrale di Santo Stefano. È qui, tra i tavolini e sotto gli ombrelloni dei caffè, che i Vip si incontrano, quasi per caso, mescolandosi ai capresi più ciarlieri e ai vacanzieri anonimi che affollano d'estate questo mitico slargo. Qui viene Rocco Barocco, mago partenopeo della moda internazionale, che possiede una villa nella piana di Occhio Marino, alle spalle dell a Certosa di San Giacomo (vedi box a pag. 188) qui passa Christian De Sica con la moglie Silvia, sorella di Carlo Verdone, dopo aver gustato un panino con la salsetta nel vicino chiosco del bar Scialapopolo in via Vittorio Emanuele, noto pure per le squisite granite al limone. Anche l'imprenditore Diego Della Valle, che ha acquistato Torre Materita, già dimora anacaprese del medico svedese Axel Munthe, fortificazione trecentesca costruita dai certosini sotto il faro di punta Carena, si fa vedere ogni tanto in Piazzetta. Valentino, lo stilista più amato da star e first lady, che ha venduto Villa Cercola, sua casa caprese per più di 30 anni, adesso ormeggia il suo yacht blu nel porto di Marina Grande e, preso dalla nostalgia, torna spesso nel piccolo "salotto" della dolce vita isolana.
Alla ribalta di Capri non rinunciano nemmeno, tra le tante "stelle" dello spettacolo, l'esuberante Sabrina Ferilli, ospite, con il fidanzato Andrea Perone, del Palace Hotel (vedi pag. 24), e la "jena" bionda Alessia Marcuzzi con il marito, il calciatore Simone Inzaghi. Qualche sortita nell'isola la fa pure l'australiano Rupert Murdoch, il supermiliardario magnate dell'editoria che non si lascia sfuggire, quando può, l'appuntamento con l'aperitivo all'Hotel Quisisana (vedi pag. 24) o una cena da Paolino**** (via Palazzo a Mare 11, tel. 0818376102), ristorante dove qualche volta è possibile incontrare anche, ai tavoli sotto il rigoglioso limoneto, Gianni Agnelli, grande fan della pasta alle cicerchie, o l'attrice americana Cindy Crawford, golosissima della mozzarella a treccia che qui viene servita in un letto di tenera rucola, Tom Cruise invece, altro cliente dei fratelli De Martino, i figli di Paolino attuali titolari del famoso locale situato tra i Bagni di Tiberio e la chiesa di San Costanzo (vedi box a pag. 172), si è detto entusiasta della "bomba", un saporito calzone ripieno, condito con una salsa di pomodori freschi. E proprio il protagonista di Top Gun visse, il 7 agosto del 1996, momenti di gloria sulle onde al largo di Capri. Era in vacanza, aveva appena finito di girare Mission: Impossible e navigava intorno all'isola insieme con l'allora moglie Nicole Kidman a bordo della sua goletta Thalita G., quando salvò dal naufragio una famiglia svizzera e un intero equipaggio il cui yacht aveva preso fuoco ed era affondato. Tom Cruise fu l'eroe di quell'estate caprese.
Ma in quest'isola il gossip non si ferma mai. È così dagli anni Cinquanta, quando Capri faceva parlare di sé in tutto il mondo perché ci venivano in vacanza, costantemente assediati dai "paparazzi",
stelle del firmamento hollywoodiano come Liz Taylor che arrivò qui nel 1952 con il suo secondo marito Michael Wilding, Kirk Douglas, che amava sorbire i suoi whisky a un tavolo del Gran Caffè in Piazzetta, Sophia Loren, quasi di casa a Capri, visto che è nata a Pozzuoli (nel 1959) nell'isola girò La baia di Napoli con Clark Gable e Vittorio De Sica), l'esotica principessa Soraya, che adorava la Grotta Azzurra, il grande Charlie Chaplin, assiduo frequentatore delle botteghe di via Camerelle, e Totò, il principe della risata. Si racconta, a proposito dell'attore napoletano, che durante le riprese dell'Imperatore di Capri - un'esilarante commedia sui vizi mondani dell'isola, firmata dal regista Luigi Comencini - iniziate il 25 luglio del 1949, i "generici" che abitavano nell'isola e avevano partecipato ad altri film pretendessero di essere assunti quali unici autorizzati a comparire in pellicole girate nella loro Capri, mentre la produzione avrebbe voluto utilizzare sul set i gruppi di villeggianti che sciamavano, in piena stagione turistica, da ogni parte dell'isola. Ma un altro episodio curioso accadde durante le riprese di questo film: si dice che sotto la luce infuocata dei riflettori, complice l'afa agostana, sulla scena facesse un caldo davvero insopportabile, tanto forte da far schiattare due comparse d'eccezione. Morì stecchita, infatti, una coppia di serpenti che erano stati reclutati, prelevandoli da uno zoo, per rendere più reale la scena
dove Totò avrebbe dovuto affrontarli. A quel punto, non avendo altri rettili a disposizione, davanti alla cinepresa finì un pitone di gomma. Il caldo, si sa, può fare brutti scherzi.
Anche se qui, a rinfrescare le torride giornate di Ferragosto, ci pensa il favonio, vento che viene dal mare. Che a nessuno venga in mente, dunque, di girare per le vie del centro a torso nudo o in costume da bagno oppure di camminare con rumorosi zoccoli di legno. A Capri tutto ciò, fuori dalle aree degli stabilimenti balneari, è severamente vietato. Meglio dotarsi, allora, delle ciabattine rasoterra, i classici sandali con l'infradito di corda o cuoio inventati qui e lavorati ancora a mano dagli artigiani locali, o vestirsi con un abito di fresco lino bianco, in perfetto stile dandy, sempre di moda, oppure infilarsi un paio di colorati pantaloni capresi, corti e affusolati, "alla pescatora", modello anni '60. Dove procurarseli? Nei negozi dalle scintillanti vetrine di via Camerell e (box a pag. 40), via Vittorio Emanuele e via delle Botteghe, ogni sfizio, portafoglio alla mano, può trovare soddisfazione: abiti alla moda, calzature, gioielli dai tagli più raffinati, delicati profumi preparati con le erbe dell'isola, souvenir di ogni genere, persino il limoncello fatto a regola d'arte con le scorze gialle dell'"ovale sorrentino" o dello "sfusato amalfitano". Capri è anche questo, per chi non si accontenta della consueta, ma sempre piacevolissima, attrazione marinara, di farsi coccolare dalle onde spumeggianti che si infrangono nelle scogliere, lasciarsi baciare dal sole e dalla salsedine mentre ci si rilassa nei bagni più rinomati della costa (vedi box a pag. 188), tuffarsi dagli scogl i davanti ai mitici Faraglioni, le tre lingue di roccia simbolo dell'isola nel mondo. E quale spettacolo più bello da ammirare, inoltre, del cielo che qui l'alba cobra di rosa? I cromatismi regalati dalla natura, ecco un altro segno che distingue la divina Capri: il mare turchino, i fondali blu cobalto, gli effetti di luce cangiante della Grotta Azzurra (vedi box a apag. 192), il verde di lecci e carrubi nel monte Solaro macchiato da candide rocce. Ma qui, spesso, l'ambiente si incontra armoniosamente con le meraviglie dell'arte. Come accade nella "rurale" Anacapri, l'altro comune di quest'isola dai mille incanti, ornato di vigne e uliveti. Affascinano e stupiscono, nel borgo, la chiesa di San Michele Arcangelo col pavimento in piastrelle maiolicate, l'elegante Villa San Michele, vicino alla Scala Fenicia, unica via d'accesso al paese fino al 1871, e la chiesa di Santa Sofia con la bianca e mossa facciata e le tre cupole a farle da corona.
Una bellezza inebriante, quella dell'isola di Capri, sospesa tra cielo e mare. Un luogo di favola, dove la vita, scrisse un suo innamorato, il russo Maksim Gor'kij (1868 -1936), "non è reale, è un'opera.
Qui non si pensa, si canta...".