Torte, liquori, aperitivi, babà, cioccolatini, gelati, granite. E poi, ancora, profumi, saponi, ceramiche, giardini e terrazze: i limoni, a Capri, riempiono di colore il paesaggio, profumano l'aria ed entrano nelle cucine dei ristoranti e nei laboratori di pasticceria e profumieria. Trasformato con estro, il Femminello (così è chiamato il grosso e rugoso limone Igp di Capri) è da sempre uno dei prodotti-simbolo dell'isola, anche se, per l'esiguità del territorio caprese, gran parte della produzione viene ormai dalle piane sorrentine.
Come accade per tanti prodotti tipici, quella del limone e dei suoi derivati è stata, per decenni, una storia di cucina povera, di riciclo. Se le limonaie isolane sono ormai pochissime, tutti i capresi tengono almeno una pianta in giardino o sul terrazzo. Una volta estratto il succo, nessuno si permette, ancora oggi, di sprecare le bucce: macerate per 24 ore nell'alcol, con l'aggiunta di acqua e zucchero, danno tutto il loro aroma al Limoncello, liquore casalingo. Un prodotto semplice e, con i suoi 32°, digestivo.
Un tempo, a Capri, il Limoncello veniva offerto solo in casa, durante le feste, o con parsimonia nei ristoranti, ai clienti più fedeli. L'idea di produrlo in quantità e commercializzarlo è venuta, una quindicina di anni fa, a Massimo Canale che, dalle terrazze coltivate di Anacapri, ha lanciato in tutto il mondo il marchio "Limoncello di Capri", lo stesso liquore che aromatizza il ripieno di crema dei "Finissimi cioccolatini al limone", praline al cioccolato fondente, dello stesso produttore Aromi di limone, caldi e intensi, si sprigionano anche per le vie centrali di Capri. Ferdinando Buonocore, titolare dell'omonima pasticceria di via Vittorio Emanuele, dal 973 utilizza la buccia di limone per dare sapore a tortine alla crema pasticcera e ricotta.
Ultima invenzione del suo laboratorio sono i "Caprilù", morbidi dolcetti di pasta di mandorle e limone. Seguendo, invece, il profumo di altre leccornie, le "Capresine al limone", si arriva alla panetteria "Sfizi di pane", in via Botteghe.
Bisogna scendere alla Marina Grande per trovare i fantasiosi babà al Limoncello di Raffaele Esposito.
Ex-direttore della locale centrale elettrica, ha rispolverato le vecchie ricette della nonna e ha iniziato a produrre artigianalmente, nel laboratorio "Capri Natura", affacciato sui porto, sia il Limoncello (circa 5Omila bottiglie l'anno, dalla caratteristica forma piramidale) sia i minibabà imbevuti di liquore, stemperato a minore gradazione alcolica. Esposito utilizza i limoni dalla buccia sottilissima che crescono nel suo giardino affacciato su Marina Grande: una cinquantina di piante in tutto. "Quando finiscono", ammette, "li importo da Sorrento, dove il limone coltivato da sempre. Nel mio Limoncello non aggiungo conservanti: è completamente naturale e perciò, come quello fatto in casa, va consumato al massimo entro un anno".
Nei chiostri della Certosa di San Giacomo, davanti alla spettacolare vista dei Faraglioni, aleggiano i profumi al limone elaborati per "Carthusia" da una delle più note creatrici di essenze d'Italia, Laura Tonatto.
La linea "Mediterraneo", articolata in acqua di colonia, creme, candele, saponi, aromi per la casa, è a base di foglie di limone e tè.

PASSEGGIATE NELLA NATURA
Oltre che isola dei limoni, Capri è anche un luogo dove cresce rigogliosa e profumata la macchia mediterranea. Una passeggiata da Anacapri alla cima più alta dell'isola permette di immergersi totalmente nella natura, e di godere della vista più bella e drammatica di Capri. Da via Axel Munthe (280 m), presso una grande lastra di marmo, si imbocca il viottolo che conduce alla frazione di Le Boffe, quindi alla Crocetta: da qui il sentiero principale prosegue per l'eremo di Santa Maria a Cetrella, mentre scegliendo il ripido sentiero di destra si raggiunge la vetta del Monte Solaro (589 m). Lungo il percorso, si attraversano boschi di lecci e carrubi, mentre la bassa vegetazione è composta da corbezzoli, lentischi, cisti e ginestre. Si cammina per tre quarti d'ora, coprendo un dislivello di 300 metri. In alternativa, si utilizza la seggiovia che parte da Capodimonte.
Dal borgo di Capri, si possono percorrere altre due passeggiate facili e panoramiche: la via Tiberio (sotto) e la via Tragara. Il primo sentiero (tre quarti d'ora di cammino) sale da via Croce a Villa jovis, i resti del grandioso palazzo imperiale di Tiberio, da dove si gode una magnifica vista sull'isola e sulla costiera sorrentina. Il secondo (circa mezz'ora di cammino), più dolce, dalla centrale via Camerelle raggiunge il belvedere di Tragara per snodarsi in costa, battuto o pavimentato, con panorama sullo scoglio Monacone e sui tre Faraglioni.

I MONUMENTI DELL'ISOLA
Alta sopra il borgo di Capri, in vista dei Faraglioni, la Certosa di San Giacomo, eretta nel XIV secolo, ospita sia la Biblioteca Comunale sia la collezione Diefenbach, con tele dell'artista tardo-romantico tedesco. Si visitano il chiostro piccolo, scandito da colonne e capitelli bizantini e romani, e il chiostro grande, del '500 (sopra). La leggenda vuole che proprio dai Certosini di San Giacomo sia stato creato, casualmente, il primo profumo caprese. Si racconta, infatti, che nel 1380, in occasione della visita di Giovanna d'Angiò, l'acqua dove inavvertitamente erano stati lasciati per tre giorni i fiori selvatici dell'isola iniziò a odorare: da questa misteriosa pozione è nata la tradizione caprese dei profumi.
Ad Anacapri è da visitare la chiesa barocca di San Michele, a pianta ottagonale, con un pavimento settecentesco in maiolica che raffigura le storie del Paradiso terrestre. In contrada Capodimonte, sorge Villa San Michele (sotto). Costruita su ruderi di epoca augustea dal medico e scrittore svedese Axel Munthe, si articola in logge, terrazze e pergolati, ai margini di un vasto e curato giardino. Conserva molti cimeli dei suo fondatore, mobili antichi e pezzi archeologici.

Dopo aver saturato il gusto e l'olfatto, i limoni capresi soddisfano un altro senso: la vista. Ad Anacapri, nel giardino della villa "Il Rosaio", frequentata in passato dallo scrittore Graham Green, si celano vigorose piante di agrumi: un tripudio di giallo. Limoni anche nelle battute in ceramica delle scale esterne e sulle panchine piastrellate, giustapposte nei bianchi viottoli che si raggomitolano intorno alla chiesa di Santa Sofia. Diventano poi protagonisti su piatti, tazze, vasi, vassoi e brocche esposte alla "Galleria dell'Arte" di Maria Giusi Pollio, vecchia bottega nel borgo di Capri, che espone eleganti ceramiche artigianali. Il limone è il principe dei soggetti, non solo raffigurato su fondo bianco, verde o blu dagli allievi del maestro Sergio Rubino, quotato artista locale, ma anche modellato come manico di brocche, coppette e tazzine da caffè. Gli stessi raffinati oggetti si trovano sui tavoli di "Da Paolino", a Marina Grande, uno dei più noti ristoranti dell'isola, celebrato per la sua meravigliosa terrazza di limoni: un fitto pergolato che pare un cielo verde punteggiato di giallo, sotto il quale, a fine pasto, non mancano mai il Limoncello ghiacciato e, per i golosi, le soffici "Delizie al limone", a base di uova, burro e crema al Limoncello.
È questa l'ultima e più importante tappa per chi, a Capri, sia in cerca di un'esperienza sensoriale a 360 gradi. Nel segno del profumatissimo Femminello.