Ci sono passati prima Oscar Wilde, Lenin e Humphrey Bogart. Ma in
particolare negli anni '50 e'60, all'epoca della Dolce Vita romana, Capri diventa l'isola della mondanità.
Attori e registi italiani, star di Hollywood, artisti, ragazze-copertina e nobili in vacanza.
Tutti quelli che contano sono stati a Capri e l'hanno resa famosa nel mondo. Come provano queste foto.
Un'abitudine che ancora si rinnova ogni estate.

DENTRO E FUORI DEL SET
Maggio 1963. Brigitte Bardot arriva sull'isola campana per girare Il disprezzo, diretta dal regista Jean-Luc Godard. Eccola in alcune immagini scattate durant e le riprese del film e nei momenti liberi: 1) in bikini sulla scalinata della villa di Curzio Malaparte, dov'è stata realizzata la pellicola; 2) assieme all'attore Samy Frey, suo compagno in quegli anni; 3) a passeggio a piedi nudi lungo le vie del centro di Capri.

NON SOLO SPETTACOLO
Capri, bellissima e mondana, diventa una delle mete preferite da notabili di tutto il mondo.
1) 1 Faraglioni, simbolo dell'isola.
2) Tina Onassis (a sinistra), moglie dell'armatore greco Aristotelis Onassis, in compagnia di Maria Callas. E il 1959 e inizierà proprio da qui, con la crociera sul panfilo Christina, la storia d'amore tra la cantante lirica e il ricco armatore.
3) Soraya, imperatrice di Persia, con lo scià. E il 1957: dopo poco tempo sarà ripudiata per non avergli dato un erede al trono.

ESTATI DA ROTOCALCO
Negli anni '50, Capri è la meta preferita dai divi del cinema, che in estate riempiono i rotocalchi con le loro avventure. Ecco un'ospite d'eccezione: Ingrid Bergman. La rivista Incom le dedica la copertina mentre balia con l'attore Harry Feist (1): è il 1950, e l'attrice si trova a Capri in viaggio di nozze con Roberto Rossellini.
2) La Piazzetta in una foto del luglio 1951. Da sempre è il vero salotto caprese, per spiare i personaggi famosi e mettersi in mostra. 3) Si apre la stagione in uno stabilimento balneare.

CANZONI DEL MARE
Molti angoli a Capri devono la propria notorietà a personaggi famosi. E il caso dei bagni La canzone del mare(1), a Marina Piccola, un ex fortino difensivo.
La cantante inglese Grace Field (2) vi s'installò negli anni '30 e trasformò il forte nello stabilimento balnear e che diventerà il ritrovo mondano degli anni '50 e '60. 3) Rita Hayworth con il principe Ali Khan. Si sposarono nel 1949 ed ebbero una figlia, Yasmin. 4) Un'altra celebre coppia ai bagni: Al Bano e Romina Power. Si conoscono nel 1967, si sposano nel 1970 e si separano nel 1999.

CAPRI - di Barbara Roveda
Spuò scegliere di mischiarsi alla folla e vivere attimi di mondanità nei bar della Piazzetta, nelle boutique di via Camerelle, nei ristoranti di Capri, dove il vostro vicino sarà certamente uno famoso. Ma si può anche scegliere di perdersi nelle vie tranquille di Anacapri o tra sentieri solitari che conducono al mare, appagati da paesaggi da sogno.
Benvenuti a Capri: meno di 11 kmq stracolmi di bellezze, naturali e no, combinate ad arte da abili "creatori". L'imperatore Cesare Augusto è stato tra i primi a venirci: era il 29 a.C. Poi è arrivato Tiberio e dopo di lui tanti altri: Lenin e Mussolini, il medico svedese Axel Munthe e gli industriali Krupp. Ognuno ha lasciato qualcosa in segno di gratitudine per quest'isola che non ha ancora smesso d'incantare. Per vederla tutta, ecco un itinerario via mare.
Salpiamo da Marina Grande, il porto turistico, in direzione nordovest, lasciandoci alle spalle sul dorso della collina il centro di Capri.
È il salotto mondano dell'isola.
Poco dopo si entra nel comune di Anacapri, protetta dal Monte Solaro (vedere riquadrato), il punto più alto. Il paesaggio risulta scandito da giardini a terrazza, casette bianche e dagli ultimi appezzamenti coltivati. Qui tutto ha ritmi più lenti e proprio per questo sta diventando l'ennesimo rifugio dei vip in cerca di pace. Sempre qui, alla fine dell'Ottocento, Axel Munthe decise di fermarsi. Accanto alle rovine di una dimora romana costruì la personalissima villa San Michele, una casa-museo che ospita le sue collezioni. Raggiungiamo la Grotta Azzurra: è una delle 60 che si contano sull'isola, di certo la più nota, tanto che in estate può anche capitare di aspettare un'ora per vederla su una delle barchette che attendono all'ingresso.
Ma il momento più bello per poterla ammirare è dopo le 17, passato il periodo di visita. A quell'ora, capresi e turisti abitudinari vanno a farci il bagno, nonostante il cartello di divieto affisso sulla roccia. Dopo il bagno, basta salire qualche gradino per accomodarsi sulla terrazza panoramica da Add'o Riccio, ristorante con discesa a mare che serve ottimi piatti di pesce.
Poco sopra, tra il verde, spuntano le rovine di villa Damecuta, una delle 12 residenze di Tiberio presenti sull'isola: era il 27 d.C. e iniziava da quel momento la fama di Capri. Passiamo Gala del Rio, piccola baia in cui resistono le rovine di un antico porto romano. In estate l'affollano le barche, sebbene la parte più famosa per i bagni sia ancora lontana. A Punta Carena, dove il faro omonimo indica che si sta entrando nel golfo di Napoli, si trova un altro stabilimento, il Lido del Faro, tra i pochi raggiungibili in autobus e perciò piuttosto frequentato.
Siamo arrivati nel versante occidentale, il lato più selvaggio di Capri: qui scopriamo la
Grotta Verde, dai riflessi color smeraldo.
La vera attrazione di questo tratto di costa è però Marina Piccola, un tempo borgo marinaro e dagli anni '50 fra i lidi più esclusivi.
Quando viene l'estate diventa una sfilata di volti noti: chi si mischia alla folla nei bagni celebri, come La Canzone del Mare; chi resta comodo nella sua villa (ce ne
sono diverse: quella di Rocco Barocco, di Diego Della Valle); chi osserva da lontano a bordo di qualche yacht. Si giunge nella sinuosa via Krupp, fatta scavare nella roccia dall'industriale tedesco per poter andare direttamente al mare, e quindi all'Hotel Punta Tragara, edificio progettato da Le Corbusier e affacciato sui Faraglioni. Poco più oltre, un'altra casa famosa: la villa di Curzio Malaparte, progettata dallo stesso scrittore. Lo spettacolo continua quando si arriva all'Arco Naturale, una roccia enorme bucata al centro per effetto dell'erosione.
Lo si vede anche meglio da terra, con una passeggiata in una via silenziosa segnata da limoneti e giardini a terrazza. La Grotta Bianca è la prossima tappa, dove l'erosione ha creato stalattiti e stalagmiti dalle forme fantastiche.
Superiamo il salto di Tiberio, dal quale si dice che l'imperatore gettasse le sue vittime, e villa Jovis, la più spettacolare delle ville di Tiberio.
Stiamo rientrando nel porto.
Da una roccia che si sporge fin sull'acqua la statua in bronzo dello Scugnizzo saluta i visitatori. Ma è soltanto un arrivederci.