L'italia è conosciuta e apprezzata in tutto il mordo soprattutto per le sue vestigia storiche, le bellezze naturali, la moda e la cucina. Di queste caratteristiche, le tre isole che incoronano il Golfo di Napoli, Capri, Ischia e Procida, offrono una perfetta sintesi. E la primavera è la stagione ideale per apprezzarne in pieno colori e sapori

Capri, l'isola dei sogni; Ischia, l'isola verde e Procida, la selvaggia. Le isole del Golfo di Napoli sono forse tra le mete turistiche più visitate al mondo e, grazie alle ridotte distanze fra loro, è possibile la mattina frequentare le terme a Ischia, pranzare poi in un tipico locale nel porticciolo di Procida concludere la serata nella Piazzetta di Capri.
Per la loro bellezza, non è dunque un caso che le tre isole abbiano visto passare - prima da conquistatori poi da conquistati dalle bellezze del luogofenici, greci e romani e, in epoche più recenti, siano state prescelte come residenza stagionale o abituale da tante personalità.
In queste settimane di inizio primavera, l'isola di Capri profuma come i suoi limoni appena colti e, all'arrivo, si resta subito colpiti dalla vegetazione, tipicamente mediterranea, ricca di 850 specie e 130 varietà fra cui spiccano il mirto, l'oleandro, il corbezzolo, il ginepro, il lentisco, il cactus e l'agave e dalle coltivazioni di agrumi, olivo e vite. Da Marina Grande, grazie alla famosa funicolare, in circa quattro minuti siamo al paese che dà il nome all'isola e possiamo raggiungere l'ancor più famosa piazza Umberto I, la Piazzetta, vero e proprio salotto all'aperto da cui si dipanano tutti i principali itinerari. Sull'altura di S. Maria del Soccorso, non lontano da Capri, sono visitabili le rovine della Villa Jovis, il nido d'aquila in cui visse l'imperatore Tiberio dal 27 al 37 d.C., che domina dall'alto l'intero Golfo di Napoli.
Sempre da Capri, un altro itinerario di incomparabile bellezza ci conduce al Belvedere di Tragara (in arabo, questa parola significa "profumo") da cui si ha un colpo d'occhio eccezionale sui sottostanti Faraglioni (nella foto di pagina 22), tre fratelli di calcare rispettivamente di 109, 81 e 104 metri, ciascuno dalle caratteristiche diverse: il primo (Stella) è unito alla costa, il secondo (di Mezzo) è dotato di una galleria naturale di circa 60 metri che lo attraversa per intero e il terzo è abitato dalla lucertola azzurra, una specie molto rara oggi protetta. Poco oltre, ecco il quarto faraglione, il Monacone, dove la leggenda dice sia sepolto Masgaba, l'architetto africano degli edifici augustei dell'isola. Dal Belvedere di Tragara si salgono i 700 scalini che avvicinano a Pizzolungo da cui è possibile osservare la Villa Malaparte, fatta costruire negli anni Trenta dal giornalista e scrittore Curzio Malaparte, che ha ospitato personaggi famosi da Moravia ad Albert Camus. Ancora più su, si può ammirare la Grotta di Matermania e, dopo la fatica di 205 gradini in salita e 121 in discesa, è possibile visitare l'Arco Naturale, un singolare fenomeno, frutto di un antichissimo crollo di una grotta e dell'erosione dei venti.
Spostandoci quasi all'altro capo dell'isola, il Monte Solaro, raggiungibile in seggiovia o attraverso una mulattiera, è un altro eccellente punto panoramico (è alto quasi 600 metri).
Dalla mulattiera per il Monte Solaro, una strada conduce al Santuario di S. Maria a Cetrella. Da Anacapri, sono raggiungibili il belvedere della Migliara e il Faro di Punta Carena che offrono ulteriori prospettive panoramiche. Sempre da Anacapri, ma può essere raggiunta anche con la barca da Marina Grande, si arriva alla famosissima Grotta Azzurra, riscoperta, dopo un lunghissimo oblio, solo nel 1826. Lungo la strada che da Anacapri conduce a Capri, non si può trascurare una visita alla Villa San Michele.
Con i suoi 47 chilometri quadrati, Ischia (nell'immagine di pagina 20) è la più grande delle isole del Golfo di Napoli. Per alcuni, la definizione di isola verde" è da ricondurre alla quantità di vegetazione che ricopre l'isola; per altri, all'abbondante presenza di tufo verde. In ogni caso, nel verde chiaro-trasparente dei vigneti, in quello azzurrognolo degli oliveti e nel verde scuro degli agrumeti, il bianco calce delle case isolane dona allo scenario un tocco ancora più magico.
L'insenatura che accoglie il visitatore, Ischia Porto, è un laghetto craterico: nel III secolo aC., l'isola fu sconvolta da un'eruzione clic trasformo la bocca del vulcano in lago salato e fu solo nel 1854 clic il re Ferdinando II di Borboue decise di aprirvi uno sbocco al mare. Ischia è il più popoloso e importante comune dell'isola: costeggiando il vasto e sabbioso Lido, si può giungere a Ischia Ponte, un piccolo centro di pescatori clic all'estremità è unito da un ponte all'isolotto rotondo del Castello Aragonese.
Oltre a Ischia, l'isola si articola in altri cinque comuni.
Casamicciola Terme è un notissimo centro di soggiorno, di bagni e di acque termo -minerali, indicate per la cura di varie malattie: nel 1864, Giuseppe Garibaldi venne qui a curare le sue ferite di guerra. Lacco Ameno è un'elegante stazione termale e balneare raccolta in un'insenatura ai piedi del monte Epomeo; non lontano dal centro del paese, si trova la splendida baia di San Montano. Forio si presenta come una pittoresca, bianca borgata adagiata su un promontorio della costa occidentale dell'isola; da qui è possibile assistere, se si è fortunati, al raro fenomeno clic rende verdi i raggi del sole clic tramonta. Particolare attenzione meritano le due straordinarie spiagge di San Francesco e di Citara. Fanno parte dei due comuni di Serrara Fontana e Barano due belle zone costiere dove si trovano Sant'Angelo d'Ischia (a pagina 2 1 in alto), un incantevole villaggio fra due baie turchesi, e la spiaggia dei
Maronti, una delle più rinomate dell'isola.
Procida è la più anticamente abitata fra le tre isole del Golfo di Napoli: l'isolotto di Vivara, clic ne è parte integrante, vanta insediamenti umani a partire dalla preistoria. Di origine vulcanica, Procida conserva gli antichi crateri, in parte ora erosi, nelle insenature della Chiaiolella, del Carbonchio e del Pozzo Vecchio. L'isola è orlata da circa 14 chilometri di coste: nella parte meridionale, si trovano il porticciolo della Corricella con la spiaggia di Chiaiolella, piccolo porto naturale pittoresco e di notevole impatto, dove si trovano alcuni degli alberghi e ristoranti più frequentati dell'isola.
L'unico centro abitato dell'isola è Procida (la foto in alto e quella qui accanto). Ogni anno, in estate, si elegge la "Graziella" in ricordo del personaggio di Alphonse de Lamartine, l'eroina, figlia di pescatori, immagine tipica della bellezza procidana. Il Venerdì Santo si celebra, invece, la festa del Cristo Morto con riti solenni e una pittoresca processione di incappucciati. La festa comincia alle sette del mattino, con il raduno della confraternita degli incappucciati, per concludersi solo a sera dopo una giornata trascorsa tra riti religiosi e sagra popolare.