Rocce fiori e mare: Capri appare.

L'UNA FATTA D'ASPRO CALCARE dai riflessi azzurri. L'altra di grigio tufo dalla rigogliosa vegetazione. L'una sorge dal blu del mare. L'altra dal rosso del fuoco. L'una denominata "l'isola azzurra". L'altra conosciuta come "l'isola verde".
Capri e Ischia abitano lo stesso spicchio di mare, eppure hanno così pochi aspetti in comune. Ciascuna ha abitudini, carattere, tradizioni e storia ben distinti. Entrambe, però, hanno sviluppato un'indiscutibile vocazione turistica che le accomuna e, allo stesso tempo, le differenzia. Un detto popolare spiega: "A Capri per amore, a Ischia per dolore". La prima, infatti, è stata ed è la meta prediletta da chi vuol trascorrere una vacanza romantica.
La seconda, invece, è soprattutto frequentata da chi vuol trascorrere una vacanza di benessere. Infatti Ischia è rinomata per le sue preziose acque termali. Così, nel tempo, Capri è diventata il paradiso dei vip, coltivando un turismo d'élite, mentre Ischia ha conservato quel suo spirito semplice, un po' popolare.
Eppure i destini di queste due splendide isole del golfo di Napoli si sono a volte sfiorati e più spesso incrociati. Come accadde nel 29 avanti Cristo quando Augusto s'innamorò di Capri e la tolse alle dipendenze di Napoli scambiandola con la più fertile Ischia. L'imperatore vi dimorò a lungo favorendo i lavori edilizi, ma fu il suo successore, il misantropo Tiberio, a rendere celebre Capri costruendo ben dodici ville. Ma, visti i secolari rimaneggiamenti, è stato possibile individuarne di sicuro solo tre.
La prima è la famosa Villa jovis che sorge sulla sommità del promontorio orientale dell'isola, detto monte Tiberio. Subito dopo l'ingresso ai ruderi s'incontra lo spettacolare Salto di Tiberio, uno strapiombo sul mare di quasi trecento metri dal quale la tradizione popolare vuole che l'imperatore facesse precipitare le sue vittime dopo averle torturate. Ci sono poi i resti dei Bagni di Tiberio a Marina Grande e altri ruderi di un'imponente villa imperiale sul pianoro di Damecuta. Dopo varie vicissitudini, comprese le numerose razzie dei pirati capeggiati dal temuto Barbarossa, Capri scopre la sua definitiva vocazione a metà dell'Ottocento quando, in seguito alla scoperta della Grotta Azzurra, diventa un'attrazione di fama internazionale. L'isola entrò subito nell'alone della letteratura romantica tedesca e ispirò al poeta Augusto von Platen l'idillio Il pescatore di Capri.

Agli inizi del Novecento, invece, diventa il rifugio di scrittori ed esuli politici russi tra cui Massimo Gorki.
Dalla metà dei secolo scorso si trasforma da ari - stocratico asilo di intellettuali in una delle più eleganti zone turistiche.
Già dagli anni '50 la mondana isola diventa il luogo prediletto dalle più belle donne del mondo. Per le stradine di Capri infatti iniziarono ad apparire Liz Taylor; Lana Turner, Grace Kelly, Greta Garbo, Jacqueline Kennedy Onassis, Rita Hayworth, Shelley Winters e Soraya di Persia. Ma anche attori famosi come jack Lemmon, Charlie Chaplin, Kirk Douglas e Lex Barker, il mitico Tarzan. Gli splendidi panorami dell'isola azzurra, inoltre, fecero da scenario al film La baia di Napoli con Sophia Loren e Clark Gable. Ed è proprio a partire da questi anni che Capri conquista la fàma di isola del jet set E la minuscola piazza Umberto I, più conosciuta come "la piazzetta", nel capoluogo isolano, diventa un vero e proprio santuario della mondanità. È una sorta di cortile racchiuso dalla Torre dell'Orologio, dagli uffici pubblici e dai numerosi caffè con tavolini sempre affollati. È aperta su un lato dalla scalinata che porta alla chiesa di Santo Stefano dalle fantasiose forme barocche e dalla cupola d'ispirazione araba.
Interessante anche la certosa di San Giacomo che custodisce le opere del pittore tedesco Karl Wilhem Diefenbach e alcune statue romane rinvenute nella Grotta Azzurra. Oltre si giunge ai Giardini di Augusto, tin parco naturale da clove si domina lo spettacolo originale della via Krupp, tortuoso viottolo che collega al mare la casa del magnate tedesco dell'acciaio.

Percorrendo via Madre Serafina si giunge al belvedere Cannone con una magnifica vista sui Faraglioni. A Punta Fasullo, invece, si trova Villa Malaparte che sembra protendersi verso il mare oltre le rocce. È un capolavoro di essenzialità realizzato dall'architetto Adalberto Libera per lo scrittore Curzio Malaparte. Interessante anche Marina Piccola con il pittoresco Arco delle Sirene e i ruderi di tin molo romano e Marina Grande dove, presso la chiesa di Sari Costanzo, ha inizio la Scala Fenicia (881 gradini) tracciata dai primi colonizzatori greci per unire Marina Grande con la più sommessamente elegante Anacapri. Qui da non perdere la splendida chiesa di San Michele detta anche del Paradiso terreste per via del suo stupendo pavimento maiolicato che lo rappresenta insieme alla cacciata di Adamo. Altro edificio da visitare è Villa San Michele appartenuta allo scrittore e medico svedese Axel Munthe, approdato ad Anacapri nel 1887 dove s'innamorò delle rovine della cappella medievale di San Michele. Interessante anche la Casa Rossa voluta dal generale americano MacHowen. È una costruzione eclettica che ingloba una torre cinquecentesca a pietra quadrata dove, secondo la tradizione, gli anacapresi rinchiudevano le proprie donne quando andavano a lavorare negli arsenali reali di Napoli perché non fossero importunate dai capresi. Un panorama mozzafiato è quello che si può ammirare dal castello del Barbarossa che sorge sullo strapiombo del morite Solaro. Numerose le bellezze naturali da scoprire, come l'arditissima arcata rocciosa a picco sul mare conosciuta come Arco Naturale. C'è poi la Grotta di Matromania, un tempo dedicata al culto di Cibale.
Notevoli anche il belvedere di Tragara e quello di Migliora. Ma non si può certo dire di aver visitati) Capri se non si è vista la Grotta Azzurra, la più famosa delle 65 grotte che vanta l'isola.
La celebre colorazione dell'anfratto la si deve a una grande apertura sotto il livello marino da cui la luce, penetrando, determina gli incantati riflessi turchini. Anche la verde Ischia ha le sue spettacolari attrazioni naturali. Prima fra tutte la piazza del Soccorso.

DOLCE DORMIRE CON VITTORIA
La villa dell'ex regina trasformata in un albergo raffinato e accogliente

MI LASCIO INDIETRO LE CASE di Caprile che scendono a gradazioni e si tuffano nei campi. Brilla in mezzo a quelle, più bianca, più alta, più vistosa, preceduta da un folto e oscuro parco, la palazzina in cui villeggiava la regina eh Svezia". Così lo scrittore Alberto Savino ricorda la casa merlata di via Follicara al numero 9, all'estremità meridionale di Anacapri sull'isola eh Capri, dove abito per circa vent'anni Vittoria Friedrich von Baden, moglie di re Gustavo di Svezia. E proprio nella villa acquistata verso la line dell'Ottocento dalla nobildonna ha sede ora un accogliente albergo che sul finire degli anni Cinquanta prese il nome di Casa Caprile. Qui la parola d'ordine è ospitalità. Che entra nella storica dimora viene considerato prima di tutto un amico da Antonio Ponticorvo che fa gli onori di casa. Un sorriso accattivante, una forte stretta di mano nonché una voce calda accompagnata da un solare e socievole temperamento. rappresentano il biglietto da visita di quello che sarà un soggiorno all'insegna della simpatia e della professionalità. Il proprietario rimane costantemente a disposizione dei suoi ospiti, prodigandosi per accontentare ogni richiesta al fine di regalare a tutti una vacanza indimenticabile. Ed effettivamente l'avventura nell'isola napoletana si tinge di un'atmosfera allegra, familiare, eppure confortevole e maestosa. A cominciare dalla nuvola profumata che avvolge le 24 camere dell'albergo, tutte arredate in stile classico e arricchite di ogni comfort. Dal loro balcone o terrazza una vista mozzafiato: lo sguardo si perde nel profondo blu del mare o nel verde smeraldo del lussureggiante parco circostante. Inoltre nelle clue suite si trova anche un elegante salottiuo dove abbandonarsi alla lettura di un buon libro, magari scelto nella biblioteca che il signor Ponticorvo inette a disposizione dei suoi ospiti, come del resto le molteplici videocassette o le più disparate riviste. E per chi desideri una stanza da mille e una notte un a gradita sorpresa: la camera della regina Vittoria. Completament e restaurata, la regale stanza emana tutto il fascino di un tempo.
E inoltre, dal divano dell'antistante salottino si ammira il prezioso controsoffitto che ricorda la corona di sua maestà. Tutt'intorno il silenzio.
Un'oasi di pace, calata nella storia. Casa Caprile si erge sulla sonomità di un colle, nel centro del paese, ed è eonspletamente immersa nel verde. Il suo parco risulta di particolare interesse naturalistico. Ficus, mangrovie, palme, pini, cipressi e altre piante esotiche e fiori si susseguono in una girandola di colori.
All'ombra dei secolari alberi si possono here cocktail alla frutta e, volendo, anche la colazione nella bella stagione viene servita all'aperto.