Protetti da muri invalicabili che lasciano solo intuire la loro presenza, oppure generosamente offerti agli sguardi di chi passeggia per le strade dell'isola, una schiera di giardini grandi e piccoli, perfettamente conservati o provati da anni di abbandono, delineano un itinerario inedito e affascinante che ricostruisce un pezzo importante della storia di Capri. Una storia che comincia verso la metà dell'Ottocento, quando su quest'isola fino ad allora tagliata fuori dalle rotte consuete del Grand Tour cominciarono a sbarcare i primi turisti.
Soprattutto inglesi e tedeschi, spinti dall'interesse per le antichità (fra la fitta vegetazione di Capri si nascondevano i resti delle ville costruite da Tiberio), dall'entusiasmo per un paesaggio assolutamente intatto, e in qualche caso anche dalla speranza di rimettere in sesto una salute malferma grazie alle virtù terapeutiche del clima mediterraneo.
Erano gli anni in cui non si poteva ancora contare su collegamenti regolari con la terraferma e il "Quisisana", l'albergo più prestigioso dell'isola, era solo un sanatorio di lusso, mentre la via Camerelle continuava a essere un viottolo di campagna che si snodava lungo i resti di alcune cisterne di epoca romana.
A far compagnia a questi ardimentosi e romantici pionieri è poi arrivata un po' da tutto il mondo una folla di personaggi estrosi e anticonformisti: artisti, poeti, esuli politici, intellettuali squattrinati e stravaganti milionari che, mescolando cultura a eccentricità e snobismi a trasgressioni, hanno fatto di Capri non solo un luogo di turismo esclusivo ma anche un laboratorio impareggiabile di idee politiche e artistiche.
Personaggi come Massimo Gorkij, Norman Douglas, Compton Mackenzie, Ada Negri, Oskar Kokoschka, Fortunato Depero, Alfred Krupp, Vladimir Lenin e tanti altri, che vissero a Capri per qualche mese o per molti anni. Alcuni abitarono case semplicissime, con i muri bianchi intonacati a calce e il tetto a botte per raccogliere l'acqua piovana.
Altri invece si fecero costruire pompose residenze in stile neoclassico oppure arabeggiante, con finestre bifore, colonne tortili e archi piastrellati di maioliche. Molti pretesero anche il conforto ombroso di un giardino, che magari potesse far da cornice alle feste più scatenate, oppure accogliere degnamente i reperti archeologici disseminati in ogni angolo dell'isola e che man mano tornavano alla luce scavando le fondamenta di queste nuove case.

VILLA SAN MICHELE
Giardini come quello di Villa San Michele, ad Anacapri, oggi aperto al pubblico, voluto alla fine dell'Ottocento dallo svedese Axel Munthe - un medico alla moda adorato dall'aristocrazia romana intorno alla sua casa - museo "aperta al sole, al vento e alla voce del mare come un tempio greco". Un ampio spazio verde terrazzato e popolato, oltre che da statue e dai più disparati oggetti d'antiquariato, anche da lecci, carrubi, cipressi, palme, pini d'Aleppo, piante di agrumi e aiuole bordate da azzurri plumbago e stracolme di salvie e balsamine, sterlizie e cinerarie, ortensie e azalee, iris e scille. Un giardino attraversato anche da uno spettacolare pergolato coperto da glicini e rose e sorretto da una lunga fila di colonne immacolate, da cui poter abbracciare con lo sguardo tutto il Golfo di Napoli: una versione moderna dei porticati ombreggiati da edere e viti che, nelle ville capresi di Tiberio, erano destinati alle passeggiate dell'imperatore e alla contemplazione del panorama.

RISCOPRIRE PASSO DOPO PASSO
Pergolati di glicine su bianche colonne, gialli cuscini di euforbie aggrappati alle rocce, ginestre d'oro adagiate sui fianchi dei monti, fitti boschi di lecci. E poi orchidee spontanee, narcisi, crochi, rosmarini, lentischi, strelizie, eucalipti e pini, aranci e limoni... Sono solo alcuni dei tanti protagonisti di "Capri in fiore", un libro nato dal felice incontro di professionalità diverse, ma animate da comuni passioni.
Lo spunto è venuto dall'Azienda Autonoma Cura Soggiorno e Turismo di Capri che, con lungimiranza, ha identificato nel patrimonio floristico locale il filo conduttore, prezioso e inedito, per una riscoperta dell'isola. Ha cos“ chiesto a "Gardenia" di progettare e realizzare una guida e all'Editoriale Giorgio Mondadori di editarla. Ne è nato "Capri in fiore", un volume di l 28 pagine, in libreria a settembre al prezzo di 9 euro, che, attraverso Il passeggiate botaniche appositamente sperimentate "sul campo", ci racconta il verde di Capri, intrecciandone la descrizione con la storia e le storie, i miti, le tradizioni e le indelebili tracce delle vicende storiche e della vita artistica e culturale di una delle più belle e apprezzate isole italiane. Oltre che una puntuale guida botanica, in grado di soddisfare chi ha uno specifico interesse a conoscere la flora locale, "Capri in fiore" è dunque anche un piacevole e stimolante libro di lettura.
Autrice di questo volume non poteva essere che Tullia Rizzotti esperta botanica, fotografa, da tanti anni collaboratrice di a Capri da profondi legami e conosce l'isola come pochi altri in ltalia. Ce lo premessa. Quando, bambina, sfogliavo l'i insuperata 'Flora d'ltalia' del Touring Club, mi incantavo ogni volta davanti alla fotografia della Lithodora, rosmarinifolia: l'azzurro indescrivibile dei suoi petali si dilatava, per me, nelle profondità del cielo, e assumeva il sapore dell'infinito. Ho ritrovato quel fiore sulle rupi di Capri e quell'azzurro nel suo cielo e nel suo mare. li mio primo incontro con l'isola risale al l978. Ero sulle tracce di archeologia, volevo scoprire il nido d'aquila del suo "Gardenia", Tullia è legata racconta lei stessa. "Nella nella storia di questo libro c'è una Tiberio. Appassionata di volontario esilio. lnseguendo il passato, c'è stato l'incontro magico con l'isola in fiore, la Pasqua dell'Ottanta, ed è stata una folgorazione.
Quanto al sogno di scrivere una guida alla flora di Capri, è nato nella magica atmosfera stata chiamata dall'allora console Levente Erdeös, dopo un fortunato servizio su "Gardenia", per approfondire lo studio della flora del Monte Barbarossa e fotografare ogni angolo "entravo" nella natura stupenda dei mesi di pace e silenzio, sconosciuta al grande flusso turistico, cresceva in me il desiderio di donarla proprio a chi non aveva ancora potuto goderne. È quanto mi è stato possibile con 'Capri in fiore'. Scrivendo questa guida, mi sono imbattuta a ogni passo nell'impronta di un artista particolarmente legato a quel preciso punto dell'isola. Capri ha una densità di frequentazioni artistiche impressionante, è la 'Montmartre' del Mediterraneo. Definire il richiamo che esercita è difficile; la bellezza conta, certo, ma c'è qualcosa di più.
ln alcune zone, l'isola è ancora così incontaminata, così fuori dal tempo, che ti pone di fronte a te stesso senza mezzi termini, in una solitudine amica, tua natura più segreta, e a tirarla fuori, a farla vivere.
Così ti accorgi che il viaggio nello spazio diventa presto viaggio interiore" di Villa San Michele. Vi ero della Villa. Man mano che creativa. Ti aiuta a scoprire la tua natura più segreta, e a tirarla fuori, a farla vivere.
Così ti accorgi che il viaggio nello spazio diventa presto viaggio interiore".

VILLA MONETA
Rusticissime colonne di cemento, intervallate da sedili rivestiti di mattoni, fiancheggiano anche il suggestivo viale d'ingresso di Villa Moneta, a Capri, in via Tiberio 32: un edificio ottocentesco costruito sui resti di grandi cisterne di età imperiale, e che nel 1920 era stato acquistato da Carlo Siviero, ritrattista all'epoca molto in auge. Il basso muro di pietra che circonda la villa consente di ammirare i cipressi, le palme (Phoenix canariensis) e gli oleandri di un giardino non in perfetto stato ma che può contare sul fascino sottile che la patina del tempo dà ai luoghi un po' abbandonati, e dove alcuni esemplari pluricentenari di Pinus pinea creano angoli freschi e ombrosi decorati con grandi macchie di agapanti e antichi orci di terracotta.

PER SAPERNE DI PIÙ
Per conoscere i mille risvolti di Capri e della sua storia ci sono i libri pubblicati con amore e intelligenza da Ausilia Veneruso e Riccardo Esposito, responsabili delle Edizioni La Conchiglia (via Le Botteghe 12, Capri, tel. 08 l 8376577, www.laconchgliacapri.it): dai romanzi di Jacques Fersen, Compton Mackenzie, Norman Douglas e Axel Munthe alle guide naturalistiche. Ultima arrivata, la riedizione di "Flora privata di Capri", scritta con grande raffinatezza da Edwin Cerio, nume tutelare dell'isola, valente architetto ma soprattutto strenuo difensore delle bellezze di Capri.

VILLA LA SCHIAVA
Decisamente più curato, proprio di fronte a Villa Moneta, il delizioso e profumatissimo angolo piantato ad agrumi, brugmansie e gelsomini che si intravede nel giardino di Villa La Schiava, costruita alla fine dell'Ottocento da Cèlestin Gandais, un pittore francese che dopo un periodo passato in Egitto decise di stabilirsi a Capri e di fare della sua casa uno dei principali centri della vita mondana dell'isola.
Anche qui, come del resto in molti altri giardini capresi, l'ombroso viale d'ingresso è protetto da un pergolato di glicine sorretto da colonne intercalate a vasi di ortensie e rivestite di edera e Ficus pumila.

CASA ROSSA; L'ECCENTRICO ABITA QUI
Nella centralissima via Orlandi, ad Anacapri, un'iscrizione in greco antico -"salve cittadino del paese dell'ozio"- campeggia sul portone di quella che è considerata la costruzione più bizzarra dell'isola: la Casa Rossa, chiamata così per il colore acceso delle sue pareti. È stata ideata nella seconda metà dell'Ottocento da John Clay Mac Khowen, eccentrico e ricchissimo medico americano di New Orleans, ex colonnello dell'esercito sudista e schiavista convinto, che sbarcato a Capri per una breve visita si era poi fermato sull'isola per vent'anni. Prepotente e collerico, girava per il paese in stivali da cavallo muniti di speroni e casco coloniale, impugnando un frustino che spesso si abbatteva su qualche malcapitato contadino. Si faceva poi perdonare queste intemperanze curando gratuitamente i malati e rifocillandoli a volte anche con cibo e denaro. Poco dopo il suo sbarco sull'isola, Mac Khowen aveva comprato una torre aragonese del Cinquecento, l'aveva arricchita con una serie di stanze dove si mescolavano gli stili più disparati, dalle finestre bifore di gusto moresco alle merlature medievali, e poi aveva decorato le pareti, l'androne d'ingresso e il cortile interno con una serie incredibile di reperti archeologici trovati in varie località dell'isola: colonne, capitelli, statue, bassorilievi, epigrafi, mosaici. Dopo essere passata da un proprietario all'altro, da qualche tempo questa straordinaria casa-museo è entrata a far parte del patrimonio dei Beni Culturali, e fino alla fine di settembre ospiterà una mostra di dipinti recentemente acquistati dal Comune di Anacapri: un'eccezionale collezione medita di 32 acquarelli, tempere e gouaches che ritraggono vedute di Capri tra Ottocento e Novecento. Per informazioni: Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e Turismo, tel.08l 8370424, www.capritourism.com

VILLA LYSIS
Un po' più avanti, sulla punta Lo Capo, immersa in un bosco di lecci si nasconde invece Villa Lysis, la mitica dimora che all'inizio del Novecento il barone Jacques d'Adelsward Fersen - scrittore amante del bello e proprietario di un'acciaieria in Lorena che gli garantiva un reddito più che ragguardevole - si era fatto costruire su una rupe a picco sul mare, proprio sotto la villa di Tiberio. Fersen desiderava una casa "romantica e solitaria, per scrivervi poesia tutta la vita", e così l'architetto Edouard Chimot aveva progettato un edificio in stile neoclassico con porticati a colonne scannellate d'oro, verande piastrellate di azzurro e scenografiche scalinate di marmo bianco. Senza badare a spese, la casa era stata arredata con tappeti, arazzi, quadri, lampadari in cristallo di rocca, statuette d'ambra e di opale, paraventi giapponesi, consolle Luigi XV e vasi cinesi scintillanti di lapislazzuli. Dalla Cina era arrivata anche una collezione di preziosissime pipe da oppio che erano state fabbricate per un imperatore, e che avevano trovato posto su una rastrelliera di lacca nell'angolo più singolare della casa: la cosiddetta "stanza cinese", una fumeria con il soffitto basso e le pareti decorate con mosaici e iscrizioni a lettere d'oro. Per il parco il padrone di casa si era rivolto a Mimì Ruggiero, maestro incontrastato dei giardinieri capresi.
Al quale aveva chiesto di piantare prima di tutto arbusti di mirto e di alloro in onore di Venere e Apollo, e poi narcisi, camelie, rose, ortensie, ibischi e azalee. Fersen si fece costruire anche una serra per le orchidee, ma non volle assolutamente le buganvillee, che giudicava troppo volgari per via dei loro colori così vistosi. Dopo un accurato restauro, qualche anno fa Villa Lysis è stata acquistata dal Comune di Capri e destinata a ospitare iniziative artistiche e culturali, mentre il fantastico giardino voluto da Fersen, da anni abbandonato a se stesso, è ormai quasi completamente cancellato da una fitta vegetazione di lecci, cipressi, pini d'Aleppo, allori e palme (Chamaerops humilis).

UNA STRADA CAPOLAVORO
Alfred Krupp era unanimemente riconosciuto tra gli uomini più facoltosi d'Europa: di certo il più ricco della Germania, con un reddito che superava di gran lunga quello dell'imperatore Guglielmo ll. Negli anni a cavallo fra Ottocento e Novecento era diventato un assiduo frequentatore di Capri, dove passava lunghi periodi per curare i suoi frequenti attacchi d'asma in una suite dell'Hotel Quisisana, affittata a un prezzo l'area fra la Certosa di San Giacomo e il Castiglione per destinarla in parte alla realizzazione di un parco pubblico (i Giardini di Augusto) e in parte alla costruzione di una strada pedonale che, superando un dislivello di circa 100 metri, collegasse il Quisisana con la Marina Piccola. ll suo progetto fu affidato capolavoro: una delle strade più belle del mondo, arditamente tagliata nella roccia e con una serie di tornanti così stretti che, visti dall'alto, sembrano sovrapposti.

VILLA LA FALCONETTA
In cima alla collina di Tiberio, e non molto lontano dalle rovine di Villa Jovis, una cancellata che costeggia via Maiuri lascia intravedere il magnifico giardino sospeso fra cielo e mare di Villa La Falconetta un'ex casa colonica con il tetto a volta e i muri candidi, ristrutturata nei primi decenni del Novecento da Mario Astarita, banchiere napoletano e raffinato collezionista, arroccata a nido d'aquila su una ripidissima parete rocciosa proprio sopra la Grotta Bianca, e con una vista mozzafiato sulla Punta Massullo e sul paesaggio intorno. Largo non più di qualche metro e scavato nella roccia a picco sul mare, il giardino si snoda parallelo alla costa alternando spettacolari terrazze-belvedere, ombreggiate da pergolati o da maestosi Pinus pinea, a scalette rivestite di mattoni e bordate da muri a secco. Un tempo il giardino-frequentato da personaggi illustri, da Sibilla Aleramo a Roger Peyrefitte - era arredato con la straordinaria collezione di statue, bronzi e reperti archeologici del padrone di casa (donata poi ai Musei Vaticani e al Museo nazionale di Napoli), mentre oggi si limita a compensare le sue dimensioni ridotte con una fitta schiera di piante capaci di resistere all'aria salmastra e accostate con cura infinita: sui muri a secco e sui pergolati si arrampicano buganvillee, gelsomini, plumbago e bignonie, fra le fessure della roccia invece crescono diverse specie di aloe, agavi, rosmarini, lavande, Elaeagnus x ebbingei, mesembriantemi (Mesembryanthemum acinaciforme, M. criniflorum, Ivi. crys tallinum), cinerarie e la deliziosa Campanula fra gilis, con i fiori incredibilmente azzurri, mentre nei vasi e nei vecchi orci di terracotta hanno trovato posto rigogliosi gerani edera in tutte le tonalità di rosa.

LA BUONA OSPITALITÀ
Anche alcuni alberghi di Capri possono vantare giardini che rendono ancora più gradevole il soggiorno.
Ad Anacapri, per esempio, uno dei più antichi alberghi dell'isola, l'Hotel Bellavista (via Orlandi 10, tel. 081 8371463), è circondato da un parco attraversato da un tradizionale pergolato a colonne.
A Capri l'albergo Villa La Certosella (via Tragara 13, tel. 081 8370713) dispone di un giardino interno e di un colonnato progettato da Edwin Cerio.
Fra i fiori e le piante dell' Hotel Villa San Felice (via Li Campi 13, nel centro di Capri, tel. 081 8376122) spiccano un grande Ficus macrophylla e un'insolita Chorisia speciosa.
Non ha spazi verdi, ma in compenso offre un panorama magnifico il Relais Maresca (tel. 081 8379619), affacciato sul porto di Marina Grande: uno degli alberghi migliori per il rapporto qualità/prezzo.