I sentieri che percorrono il grande parco di Villa Parente hanno una particolarità: non perdono mai di vista i contorni delle coste dell'Isola di Capri. A ogni svolta di un viottolo, si apre una nuova vista: Marina Grande, la Scala fenicia, le prime case di Anacapri, Villa Jovis, i Faraglioni. Sfugge allo sguardo solo la scogliera che si nasconde dietro il Monte Solaro, con il centro del paese di Anacapri, la romana Villa Damecuta, le rocce dell'imboccatura della Grotta Azzurra. La collina di San Michele, nel parco della villa, un tempo era un osservatorio. A metà dell'800, quando divenne proprietà di una famiglia aristocratica inglese, sul punto più panoramico venne costruito un tempietto neoclassico, dove si sorseggiava il tè della sera, tra le ombre dei pini marittimi. Evoca i fantasmi dei dandies dell'età d'oro dell'isola, come il barone Jacques Fersen, l'esteta Gilbert Clavel, Edwin Cerio. Oggi, il parco della villa è un'oasi di quiete, a pochi passi dalla mondanissima Piazzetta. Ed è il parco più grande del paese di Capri. Ora l'epicentro del giardino si è spostato più in basso, vicino alla vecchia casa caprese, ristrutturata nei primi anni del secolo scorso dagli antenati dell'attuale proprietario, il principe anglonapoletano William Parente. Curatissimo il giardino all'italiana, sul modello di quelli rinascimentali, con gli eleganti cipressi e le dalie dal rosso acceso. All'esterno, la casa ha un'architettura dalle linee pulite, le vecchie volte a botte, il bianco delle dimore mediterranee. Statue di mastini sorvegliano la villa nel patio. Gli interni sono arredati con mobili d'antiquariato leggeri e fané: stampe di balli e rappresentazioni teatrali alla corte dei Borboni, marine, grandi comò '800 inglesi, sedie dal Regno delle Due Sicilie. Dal salone, una scala conduce ai piani superiori. In una stanza da letto attira l'occhio una settecentesca testiera dorata a forma di conchiglia o, nella stanza padronale, i poderosi letti a baldacchino o ancora, in un'altra stanza, i più piccoli letti a barca, stile primo impero. Anche nei mobili più ricchi domina la cornice sobria. Nel parco, invece, si cerca lo spettacolo. Già dall'ampio patio, sorretto da colonne, poi nel giardino all'italiana, con la fontana, e i mascheroni grotteschi tra le ninfee; e nel vialetto, coperto da un pergolato di limoni, profumato di agrumi e ortensie, che conduce alla piscina dalla forma svasata, circondata da pini e da palme. Ma per conoscere questo fantastico giardino, bisogna camminare. Sentieri e scale si arrampicano nella parte clic contiene segmenti di storia caprese. Su un belvedere si affacciano statue di efebi in bronzo; mancano pezzi delle braccia e delle gambe, trafugati dalle truppe tedesche quando occuparono Capri, nella Seconda guerra mondiale. Qui le geometrie dei giardino all'italiana lasciano il passo alla natura libera ma misurata al millimetro, tipica del parco all'inglese. Dalla macchia mediterranea di lecci e roverelle, si aprono squarci sul Golfo di Napoli, con Ischia e Procida clic affiorano da un lato, e la punta della Campanella con gli Scogli dei Galli dall'altro. E ci si perde nel fitto del parco fino a sbucare sotto grandi volte di tufo: all'epoca di Augusto e Tiberio erano le cisterne di Capri. Il Monte San Michele riforniva d'acqua tutta l'isola. La collina è traforata di pozzi. E gli acquedotti romani, dalla pendenza del colic, lanciavano l'acqua fino a Villa Jovis, residenza dell'imperatore Tiberio. Ora restano, come ornamento e come cantine per tenere al fresco il vino e l'olio che viene dagli ulivi del San Michele, all'interno della tenuta. Alla fine, la storia e i panorami di Capri finiscono, come per un trucco degli occhi e della niente, per ritrovarsi tra i sentieri di questa storica villa.

CAPRI DA GUSTARE
Celebrata dagli scrittori, amata e bramata dai turisti, l'isola partenopea nasconde ancora tesori d'arte, paesaggi inediti, deliziose ghiottonerie

Non è stato sufficiente qualche milione di gruppi organizzati a consumare l'aura di Capri. Quella che, secondo Walter Benjamin, distingue gli originali dalle copie. L'isola, una delle cinque delle Sirene, secondo lo scrittore Norman Douglas, rigenera la sua energia dai tempi dell'imperatore Tiberio. «Si dice che i naviganti Greci furono attirati dal profilo roccioso e affilato, simile a quello delle isole delle Cicladi e del Peloponneso», racconta Riccardo Esposito della libreria La Conchiglia, punto d'incontro culturale dietro la Piazzetta e casa editrice specializzata in pubblicazioni sull'isola. Giardini, macchia mediterranea, fioriture violente, animali dai tratti diversi da quelli della costa. Proprio La Conchiglia, diretta dal 1982 da Esposito, insieme alla moglie Ausilia Veneruso, tiene vivo il culto per la flora di Capri. Sta per andare in stampa La flora privata di Capri di Edwin Cerio, riedizione del 1939, curata da Francesco Corbetta. Cerio, prima ingegnere navale, si ritirò a Capri a scrivere e finì per fare il sindaco. Il suo rapporto con le piante di Capri è sentimentale e pieno di idiosincrasie: amava le palme nane, tra i primi vegetali a giungere sull'isola, e detestava la bouganvillea, una delle ultime arrivate. Un'intrusa, la giudicava. Un altro scrittore, Gennaro Aprea, nel suo Guida naturalistica all'Isola di Capri (La Conchiglia) se la prende con Douglas e Cerio che piantarono il pino nero nella Valle dell'Anginola. Oggi, a parte alcune sevizie di cemento, Capri è un giardino sulla roccia, un concentrato di specie mediterranee ed esotiche. In alcune ville, i giardini sono in una decadenza fascinosa, come quello di Villa Lysis, dove visse il barone esteta Jacques Fersen, ora ricordato in una ristampa del libro che gli dedicò Roger Peyrefitte, L'esule di Capri, anche questo edito da La Conchiglia. Insomma, non è difficile trovare una Capri privata, appartata dalla folla dei pendolari. Proprio su via Tiberio, la strada che sale verso Villa Jovis, il parco archeologico nella residenza di Tiberio, si possono ammirare scorci di splendidi giardini. Architetture neopalladiane s'intravedono fra i tralci di vite, i cipressi e le ortensie. O liberty. O ancora case dalle volte a vela, una matrice che risale a Bisanzio. Uno dei giardini più belli è quello de La Moneta il cui proprietario ha lanciato un sito informativo su internet, in cui spiega anche le condizioni per l'affitto. Da Villa Jovis, si devia per il parco Astarita. «Da queste parti Capri si trasforma in campagna», dice Lucio Fiorentino, giovane regista napoletano, che sulla Capri più insolita ha girato diversi documentari. Pochi passi e si raggiungono i ristoranti La Savardina e Da Tonino. Più giù c'è la stravagante Villa Helios, che oggi è una casa per vacanze gestita da religiosi i cui profitti vanno al vicino ospizio. E sono pochi quelli che si avventurano per le centinaia di gradini della passeggiata del Pizzolungo, a strapiombo sul mare. Vicino alla Grotta di Matermania, ecco un'altra trattoria rusticochic, Le Grottelle, amata dagli scrittori e dagli studiosi d'arte della fondazione Ronchi, nella casa progettata e abitata da Curzio Malaparte. La passeggiata continua per via Tragara, con gli alberghi di charme. Come Villa Brunella, in cui alcune stanze hanno un piccolo giardino. O la Scalinatella, dépendance mignon del mammouth di lusso Quisisana. Più piccolo, ma con piscina e terrazza con vista, il bed & breakfast Tirrenia Roberts. Da non perdere, la risalita della Scala fenicia, da Marina Grande in direzione di Anacapri, o il sentiero che da Cetrella porta al Monte Solare; o ancora l'itinerario che, da Anacapri, scende per le rovine romane di Villa Damecuta e alla Grotta Azzurra. Poi ci si può riposare nel parco della villa di Axel Munthe, ammirare i dipinti della Pinacoteca di Anacapri o rigenerarsi nella Spa dell'Hotel Capri Palace.

CHI VIAGGIA TROVA
DORMIRE. Villa Brunella, via Tragara 24, Capri (Na), telefono 081/8370122.
Le doppie vanno da 230 a 350 euro. Carte di credito: tutte. La Scalinatella, via Tragara 6/8, telefono 081/8370633. Tariffe da 250 euro, fino a 530 per una doppia di lusso, in alta stagione. Carte di credito: tutte. Capri Palace Hotel & Spa, via Capodimonte 2b, Anacapri (Na), telefono 081/9780111. Da 240 a 600 euro. Carte di credito: tutte. B&B Tirrenia Roberts, via Mulo 27, Capri (Na), telefono 081/8376119. Una stanza doppia costa 90 euro, in bassa stagione, e 110, in alta. Affitti. Casa Moneta, sito internet: www.casalamonetacapri.com

MANGIARE. Da Tonino, via Dentecala 12, Capri, telefono 081/8376718.
Prezzo medio: 40 euro. Chiuso il lunedì (non d'estate). Carte di credito: tutte. La Savardina, via Lo Capo 8, Capri (Na), tel. 081/8376300. Prezzo medio: 30 euro. Chiuso il martedì (non d'estate). Carte di credito: CartaSi, Visa. Le Grottelle, via Arco Naturale 5, Capri (Na), telefono 081/8375719. Prezzo medio 30 euro. Chiuso il giovedì (non d'estate). Carte di credito: American Express, CartaSi, Visa.

COMPRARE. Libri, Libreria La Conchiglia, via Le Botteghe 12, Capri (Na), telefono 081/8376577. Calzature artigianali, Enzo Faiella, via Le Botteghe 21, Capri (Na), telefono 347/6780079. Ceramiche artistiche, Sergio Rubino, via Catena 4, Anacapri (Na), telefono 081/8371878,

INFORMARSI. Passeggiate e itinerari: Azienda autonoma di soggiorno e turismo, piazza Umberto I, Capri (Na), telefono 081/8370686 e via Oriandi 59, Anacapri (Na), telefono 081/8375308.