di Giuliano Gallo - foto Giovanni Simeone/Simephoto

Bisogna far finta che l'isola sia solo un'ombra sul mare, un profilo atteso e salutato con gioia. Far finta che "dentro" non ci siano altro che dirupi e macchia, alberi e sentieri. Ignorare le case, le strade, le auto, il frenetico andirivieni dei traghetti. Bisogna viverla, se possibile, senza mettere mai piede a terra, accontentandosi di esplorarne i contorni, di scoprire le sue avare spiagge sbarcandovi a nuoto o con una piccola barca. Addentrandosi nelle grotte solo alla controra, quando le mille piccole barche di chi ha fretta sono tornate in porto. E poi gettare l'ancora, se il tempo dice che puoi farlo, ai piedi dei Faraglioni. C'è acqua profonda, le boe di un ristorante, l'ombra cupa dei tre giganti a farti da sentinella. E la mattina, prima che la frenesia riprenda, puoi gettarti in acqua senza ancora essere sveglio del tutto: il mare laverà via il sonno, e ti sembrerà di essere il padrone di tutto quello che vedi.
Capri è molte cose. Un immenso scoglio di assoluta bellezza, un luogo di mondanità, di apparenze, di gente che guarda senza vedere o che vive solo per essere vista. Poi però c'è il mare tutto intorno. lnvivibile, a certe ore del giorno: le onde dei mille motoscafi creano burrasche effimere quanto micidiali, onde che si incrociano senza regola e senza rispetto, rumore di motori, odore cattivo di carburante. Ma la mattina presto e nel pomeriggio, prima che I sole se ne vada, il mare torna libero di respirare. E allora si può guardare, intimoriti da tanta bellezza. Si può nuotare, o percorrere lentamente la costa scoscesa, fermandosi quando si vuole. Tuffarsi alla base dello Scoglio delle Sirene davanti a Marina Piccola, come hanno fatto da sempre i ragazzi dell'isola. O salire lentamente i gradini della Grotta Meravigliosa, per regalarsi l'immagine di uno spicchio di mare che incornicia la tua piccola barca rimasta sotto ad attenderti. Ci sono 65 grotte, a Capri. Alcune celeberrime, quasi tutte con un nome che è leggenda: la Grotta Azzurra, la Grotta Rossa, la Grotta Verde, la Grotta Oscura che una frana ha chiuso duecento anni fa, e che dicono fosse la più bella di tutte. Altre sono solo minuscoli pertugi senza nome, da conquistare a nuoto. Ce n'è una, poco più a est dei Faraglioni, che si raggiunge in poche bracciate: dentro è una minuscola grotta azzurra, sorella minore e sconosciuta di quella celebre e usurata. Anche qui la luce filtra da un foro sul fondo, regalando tutte le sfumature del turchese alla bassa volta. Ma è piccola, e per un attimo puoi pensare di averla scoperta tu, e puoi illuderti che sia solo tua. Via allora, girando verso est. All'inizio o alla fine dell'estate, perché è in quel tempo che la luce è più pura. Da Marina Grande verso Marina di Caterola, divenuta spiaggia solo grazie alle frane degli ultimi anni. Quel masso strano poco distante è lo Scoglio della Ricotta, quella fenditura invece è la Grotta del Bove Marino. Qui un tempo vivevano le foche monache, cacciate dal rumore e dall'arrogante curiosità dell'uomo. Lassù in alto ecco la villa di Tiberio, il primo a godere di tanta bellezza. Ancora Punta della Chiavica, la Baia di Matermania, disseminata di cento anfratti senza nome, tanti che ci vorrebbero mesi per esplorarli tutti. Ma la Grotta Bianca e la Grotta Meravigliosa non vanno assolutamente perse: nella prima c'è una scala per entrare nelle sue viscere, la seconda regala un cielo di stalattiti di straordinaria imponenza. Su Punta Massello c'è una bassa casa rossa. E villa Malaparte, acquattata sugli scogli come se l'avesse costruita la natura invece che l'uomo. Stiamo scendendo verso sud, adesso. Ed ecco i Faraglioni, divenuti il simbolo dell'isola. Puoi passare con la tua piccola barca nell'arco di quello di mezzo, tuffarti ai piedi di uno qualunque di loro e provare il brivido di un blu che trascolora nel cobalto, con i raggi di sole che scendono rapidi verso il nulla, come tanti esili pescatori subacquei ricoperti d'oro.
La cala che ti si spalanca davanti è Marina Piccola, e anche qui altre grotte da scoprire, altra acqua nella quale lasciarsi scivolare. La Grotta dell'Arsenale, che i romani già conoscevano e adoperavano, la Grotta Oscura ormai perduta e ancora rimpianta, e più in là oltre Punta Ventroso la Grotta Verde, la Grotta Rossa e la Grotta dei Santi. Cala del Rio è un regalo di minuscole spiagge di sassi e sabbia fine, e la costa meno scoscesa regala il verde dei vigneti che sembrano voler scivolare lentamente in mare. Prima di tornare in porto c'è la Grotta Azzurra. Troppo celebrata, troppo vista, troppo violentata da migliaia di uomini e donne frettolosi, senza più occhi per vedere. Con quell'interminabile corteo di barcaioli che la penetrano giorno dopo giorno, cercando di spiegare ai viandanti il perché di una bellezza senza spiegazioni. Bisognerebbe invece entrarci a nuoto, magari scorticandosi le spalle nello stretto pertugio. E restare qualche istante l, al centro della luce che pare nascere dal nulla. Mettere il viso sott'acqua per carpire il segreto di quella luce. E poi, se avete una persona cara accanto, farsi regalare un bacio.
Raffaele La Capria, uno degli uomini che forse hanno amato e conosciuto più di tutti Capri, tanti anni fa aveva raccontato cost il suo avvicinarsi solitario al cuore vero dell'isola: «Allora sono entrato e dopo qualche momento ho visto l'azzurro. Saliva vivido dal fondo diradando l'oscurità del primo impatto e attraversava il buio come il fascio di luce di un riflettore. Mi parve che un immenso occhio marino mi avvolgesse in uno sguardo radioso. Ero stato ammesso nella parte più segreta dell'isola, là dove batte il suo cuore azzurro. Come un moscerino attratto dai fari di un'auto mi tuffai in quell'azzurro fluorescente. Le mie gambe muovendosi lo attizzavano come si attizza una brace e a ogni movimento l'azzurro si ravvivava e divampava ...».

Come arrivare. Da Napoli in traghetto e aliscafo. Informazioni: Caremar (081.5513882; www.gruppotirrenia.it); Navigazione libera del Golfo (081.5527209);Snav (081.4285555; www.snav.it).

Dove alloggiare. Al top, Grand Hotel Quisisana (tel. 08 1.8370788, www.lhw.com)a due passi dalla piazzetta, e Hotel Punta Tragara (tel. 081.8370844, www.hoteltragara.com) con vista sui Faraglioni e due piscine d'acqua di mare. Ad Anacapri, Capri Palace Hotel& Spa (tel 081.8373800; www. lhw.com) con ottimo ristorante e beauty farm. Semplici ma autenticamente capresi: Aranciera delle Teresiane (tel. 081.8382162): 7 camere in un ex convento di suore restaurato; La Tosca (tel. 081.8370989): piccolo e accogliente, con panorama sui Faraglioni. Ad Anacapri, Mediterraneo (via Caposcuro 12, tel. 081.8372907; www.mediterraneocapri.com) e Villa Eva (via La Fabbrica 8, tel. 081.8371549; www.villaeva.com): rispettivamente 6 e 7 camere nel verde con tutti i comfort. Ottima cucina del territorio a La Capannina (tel. 081.8370732; www.capanninacapri.com); Terrazza Brunella (via Tragara 24a, tel. 081.8370122; www.terrazzabrunella.com) sulla terrazza dell'albergo Villa Brunella; Buca di Bacco (via Longano 35, tel. 081.8370723). Ad Anacapri, Agora Resto winebar (via Caprile 1, tel. 081.8372018; www.agoracapri.com); Il Cucciolo (tel. 081.8371917) e Add'o Riccio (Loc. Grotta Azzurra, tel. 081.8371380).

Informazioni. Azienda Autonoma Cura Soggiorno e Turismo, tel. 081.8375308; www.capritourism.com/