di Nicoletta Gemmi

Intanto Dottor Federico volevo chiederle com'è il suo stato d'animo nel lasciare la sua carica di sindaco di questa splendida isola? Da quanti anni svolgeva questa attività...
Praticamente da sempre. Sono ininterrottamente in Consiglio Comunale dal 1975. In questo periodo ho ricoperto la carica di Sindaco per più di venti anni. Si tratta della permanenza più lunga mai registrata alla guida del Comune di Capri. Un primato storico di cui vado ovviamente fiero. Sono naturalmente rammaricato di aver lasciato la carica non per volontà dei capresi ma per una legge insulsa e liberticida che impedisce ai cittadini di scegliere il Sindaco che preferiscono. Tra qualche anno ci si renderà conto delle conseguenze negative del famoso limite dei due mandati.

Durante la sua candidatura che problemi principalmente ha dovuto affrontare nella gestione di un territorio come Capri?
Le difficoltà maggiori sono venute dalla gestione dei servizi e dall'assicurare la funzionalità. Nell'isola problemi gravissimi sono l'approvvigionamento idrico, quello energetico, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, i depuratori e i trasporti. Gli anni della mia Amministrazione hanno portato a profonde positive trasformazioni proprio in questi settori.

Capri è famosa in tutta il mondo per la sua abbagliante bellezza. Ci vuole segnalare alcuni luoghi da visitare assolutamente?
Potrei rispondere banalmente che Capri ha un elenco interminabile di luoghi da visitare ma ciò significherebbe attribuire a Capri una valenza solo dal punto di vista paesaggistico o naturalistico.
Invece Capri è un insieme di attrazioni, quindi più che luoghi da visitare parlerei di categorie di luoghi. Per intenderci, quelli naturalistici e paesaggistici come i Faraglioni e la Grotta Azzurra, ma anche quelli archeologici come Villa Jovis e Damecuta o quelli monumentali come la Certosa e la Villa di Axel Munthe, ma l'elenco delle categorie continua con i luoghi della gastronomia, quelli della vita notturna e quelli della cultura passando per i luoghi dello shopping e delle griffes.

Capri è anche sinonimo di mondanità. Nobili, star dello spettacolo, sportivi... La storia dell'isola può vantare sotto questo aspetto un curriculum unico... Brigitte Bardot,

Maria Callas, Ingrid Bergman, Rita Hayworth e il Principe Ali Khan... Al Bano e Romina Power. Come vanno le cose ultimamente? La piazzetta rimane un luogo mitico dove si possono incontrare personaggi famosi?
Capri mantiene un'immagine internazionale che non accenna ad appannarsi neanche di fronte ai dilagare dei turismo di massa. Ii vantaggio di un'isola è anche questo e la Piazzetta rimane il salotto del mondo così come Capri ne rappresenta sotto il profilo della mondanità l'onfalos, cioè il centro.
Senza dimenticare i tanti artisti e intellettuali che hanno deciso di vivere a Capri o, comunque di soggiornarci, Malaparte (casa), Moravia, Siciliano... Lenin ospite di Gorkij...
Ho sempre ripetuto che Capri è abituata a veder passeggiare i cesari per le sue strade e a chi obietta che oggi di cesari se ne vedono pochi nel mondo e quindi figuriamoci a Capri io rispondo che i nuovi cesari sono i grandi depositari delle ricchezze planetarie in tutti i settori. Questo circo particolare e variopinto finisce per ritrovarsi sempre a Capri, vuoi che risponda al nome di Bill Gates o a quello di Montezemolo, Tarak Hamar, Goldberg o Zapatenc.

Infine, volevo chiederle che cosa sopravvive delle atmosfere uniche di questa isola?
Capri ha creato miti e tendenze a cominciare da quello della trasgressione anche in termini di abitudini e costumi sessuali. Basta ricordare l'immagine degli anni '50 che Totò immortalò nell'Imperatore di Capri. È il nome di Capri che in fondo dà anima e corpo a qualsiasi cosa prenda il nome o le immagini di quest'Isola.

INTERVISTA AL SINDACO DI CAPRI CIRO LEMBO

Innanzitutto congratulazioni per la sua elezione. Le volevo chiedere che cosa vuole dire essere il Sindaco di Capri, quali problematiche comporta, quali sono le questioni che stanno più a cuore a lei e alla sua giunta comunale?
Essere Sindaco di Capri impone l'obbligo di coniugare costantemente esigenze spesso contrapposte, in un difficilissimo equilibrio fra le parti sociali, nella consapevolezza di dover promuovere sempre le migliori condizioni di vita in una crescita continua e generalizzata, ove ognuno possa ricevere benefici e sostegno alle proprie iniziative.
Ogni problematica attinente al territorio ed alla popolazione, scaturita da attribuzioni istituzionali o meno, attrae la massima attenzione mia personale e quella dell'intera Giunta nonché del singolo assessore, competente per materia delegatagli.
Indubbiamente al vertice delle preoccupazioni giornaliere sono collocate la tutela delle risorse naturali, dell'ambiente, del patrimonio artistico, storico ed archeologico, del mantenimento di ottime condizioni di vivibilità.

Come si fa a preservare una natura così bella e incontaminata dall'arrivo di un turismo così cospicuo e da un giro di affari che probabilmente su questo fronte, quello della tutela del territorio, pone delle insidie... oppure no?
L'attività dell'Aniministrazione Conmunale è stata costantemente negli anni, e lo è ancora oggi, orientata alla massima salvaguardia dell'ambiente in un rigore possibile con l'ausilio di tutte le Forze dell'Ordine presenti nell'isola e dei Corpo dei Vigili Urbani, in un continuo contatto di fattiva collaborazione con le più Alte Cariche dello Stato a livello Provinciale: quali Prefettura, Questura, Capitaneria di Porto nonché Regionali e Provinciali.

Sindaco, se dovesse invogliare qualcuno a venire a Capri, che tipo di vacanza proporrebbe?
Dato che l'isola offre molto... oltre alle bellezze naturali, ci sono siti archeologici, itinerari e passeggiate per scoprire le meraviglie di Capri.
Capri, per disegno divino è l'isola dei sogni, dell'amore celebrato da poeti insigni, quest'anno sono in corso le celebrazioni del Centenario dalla nascita di Pablo Neruda, dei miti, delle sirene, del godimento della natura, tra cielo e mare, in un'oasi di verde ove antichi tratturi conducono in alto fra le vestigia delle dimore imperiali di Augusto e Tiberio e boschi secolari di leccio, carrubo e della sacra quercia ove prosperano i cespugli di lentisco e alloro irrorati dalla luce d'oro dei fiori di ginestra.

I dati statistici sul movimento del turismo, raffrontati con gli anni passati, sono sempre confortanti?
Sì, i dati sulle presenze turistiche sono sempre confortanti benché siano influenzatí dalle generali condizioni di sicurezza internazionale e dai cambi valutari.
Capri è nei cuori di tanti, provenienti da ogni parte del Mondo. A tutti intende regalare un attimo di permanenza in paradiso.

INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL' ASSOCIAZIONE ALBERGATORI DI CAPRI SERGIO GARGIULO

Dottor Gargiulo, intanto per prima cosa le chiedo, in che cosa consiste l'Associazione Albergatori, se comprende tutti gli alberghi dell'isola e di cosa si occupa? Quali sono i problemi maggiori che avete a Capri, es.: approvvigionamento idrico...
L'Associazione Albergatori di Capri fa parte della Federalberghi nazionale e praticamente siamo gli organi sindacali di questo tipo di lavoro. L'associazione si occupa di prendere in considerazione tutte le problematiche che riguardano la gestione degli alberghi, di qualsiasi tipo di albergo. Per quanto riguarda l'isola di Capri il 90% degli alberghi fanno parte della nostra associazione. Sul fronte, invece, dei problemi che dobbiamo affrontare essendo su un'isola più che quello dell'approvvigionamento idrico che, oramai con l'acquedotto sottomarino è piuttosto superato, direi i trasporti. In particolare mi riferisco ai trasporti marittimi da Napoli e Sorrento, ci sono difficoltà nel conciliare gli orari e le cose non funzionano al meglio. Recentemente si è anche sviluppato moltissimo il fenomeno dei bed and breakfast. A Capri la maggior parte di queste realtà sono abusive e, in ogni modo, per noi sono stati negativi dato che ci hanno portato via dei clienti.

Estate 2004, come va il turismo, ci sono flessioni o l'isola rimane sempre in pole position per quanto riguarda l'afflusso di turismo?
No il turismo è un po' in calo. Ad esempio nel mese di aprile abbiamo registrato una flessione del 20% e in maggio del 10%. In questi mesi invece di alta stagione speriamo di non subire nessun abbassamento del turismo ma perlomeno duplicare i dati dell'anno scorso. Comunque più che l'afflusso del turismo è il nostro fatturato ad essere calato molto in questi ultimi anni. Per nostro intendo non solo gli alberghi di Capri ma anche quelli del Golfo di Napoli. Per riuscire a conquistare nuova clientela abbiamo dovuto abbassare i prezzi altrimenti tra concorrenza e calo del numero di turisti la crisi si sarebbe sentita maggiormente.

Capri è un'isola che vive d'estate oppure tutto l'anno avete gente che viene a visitare le meraviglie della natura che l'hanno resa famosa in tutto il mondo?
Noi lavoriamo dal primo aprile alla fine di ottobre, per sette mesi all'anno, questo è il lasso di tempo che rappresenta la stagione turistica a Capri. Per gli altri cinque ci dedichiamo a ristrutturare le aziende.

Come si vive a Capri non da turista ma da persona che ci lavora?
Si vive in maniera scissa, assolutamente divisa. Per sette mesi all'anno non sappiamo cosa voglia dire sabato o domenica, feste, riposi e orari. Mentre per i restanti mesi c'è anche troppo riposo, per questo motivo, dicevo prima, ci dedichiamo alla ristrutturazione delle aziende così ci teniamo impegnati anche durante l'inverno. Mentre nel periodo della stagione turistica facciamo una vita tutta particolare che non ha niente di normale perché tutti i giorni sono giorni di lavoro. Insomma, si lavora in continuazione e quindi diventano tutti uguali i giorni e a modo nostro anche normali.

CAPRI, quando il lusso diventa semplicità
di Assia Baudi di Selve

Roberto Russo ci accoglie nel suo atelier che affaccia sulla piazzetta, quello che fu di Emilio Pucci negli anni 60, e tra fotografie in bianco e nero e vestiti, ci racconta la sua storia, quella della sua isola, di uno stile inconfondibile.
Russo è un nome storico a Capri.
Mio nonno aveva cominciato nel 1868 con un emporio
che vendeva generi alimentari e abbigliamento. Nel 1922
mio padre, Gigino Russo, aveva iniziato l'attività dedicandosi solo all'abbigliamento di capi esclusivi per uomo e donna. Aveva anche una passione sportiva, quella di pescatore subacqueo, il primo nella storia di Capri, all'epoca solo in apnea e senza bombole. I suoi clienti apprezzavano queste capacità di abile pescatore e aspettavano pazienti che lui tornasse dalle battute di pesca per acquistare capi d'abbigliamento unici, in quanto importati direttamente da lui dalla vecchia Inghilterra. Alla sua scomparsa, nel 1986, avevo solo 25 anni. Ero attratto da altre iniziative di lavoro, ma mi è sembrato giusto continuare questa tradizione, prendendo in mano le redini dell'attività che allora contava soltanto un punto vendita. Oggi la società alla quale faccio capo gestisce sull'isola diverse attività commerciali, con circa 200 dipendenti. Il merito di questa crescita negli anni è solo dovuta al cognome che porto. Sono solo un continuatore dell'attività della mia famiglia. I meriti vanno a mio padre, mia madre, mio nonno, le mie zie. lo ho fatto semplicemente quello che tutti avrebbero fatto.

Facciamo un passo indietro fino agli anni 50, quando i divi del cinema sono sbarcati sull'isola.
Quando Roberto Rossellini cominciò la sua avventura con Ingrid Bergman in maniera furtiva, mio padre era amico di entrambi. Mi chiamo Roberto per questo. Il mio padrino era Andrea Checchi, un attore. Il cinema, nel momento della ricostruzione, ha influenzato molto la moda e i modi. Ha determinato la nascita del mito della moda caprese nel mondo.
Qual'era lo stile caprese di quegli anni?
I pantaloni alla pescatora prima di tutto, nati da un'esigen
za: le donne si volevano bagnare i piedi senza doversi denudare. Sucessivamente sono nati quelli con lo spacchetto laterale, i pantaloni fatti su misura e pronti in 5 ore, dalle sete ai lini, da indossare con i sandali capresi o le scarpe di corda, comode come pantofole, con la suola di corda intrecciata, chiusa da una tela che faceva respirare il piede, bianca e rossa. Costavano poco e funzionavano. E poi i colori, quelli di Emilio Pucci, che hanno fatto l'identità di Capri. Non c'era nessun nome di marca negli anni 50 e 60 aldiià di lui.

A Capri se ne vedevano di tutti i colori, in tutti i sensi.
La vita era sfarzosa, non passava giorno in cui non c'era una festa, era un'isola che viveva, un ribollire continuo di idee, si vivevano momenti felici ed unici al mondo. Erano anche gli anni dell'indimenticabile Walter Albini, l'unico vero genio della moda internazionale. Le feste in quell'epoca erano all'ordine del giorno. Sono passate alla storia quelle di Bob Hornstein, americano, proprietario di villa Capricorno. Il tema dei party era unico: pigiama party, white and flower, e c'erano tutti quelli che contavano nella Capri degli anni 60 e 70. Da ricordare in quegli anni anche la prima kermesse di moda femminile "Maremodacapri" che si svolgeva nella Certosa per tre immancabili serate.
Un'altra stravaganza: sull'isola tutti camminavano a piedi nudi.
E' vero, è stata la prima rivoluzione culturale. Ma in quegli anni si poteva fare con estrema disinvoltura. Nel mio atelier, conservo una foto che ritrae Jacqueline Kennedy mentre acquista della frutta. Si confondeva tra i capresi e, come una vera caprese, era discreta e affascinante.

Quali sono le grandi lezioni di stile che ha imparato dalle dive dell'epoca, quando era ancora un bambino?
Noi capresi abbiamo la fortuna di incontrare molti personaggi. Lo stile non è nell'abito griffato, anzi... Prendete ad esempio la stessa Jacqueline Kennedy. Girava per le stradine dell'isola con una semplice camicetta di cotone annodata alla vita, un pantalone alla pescatora, un foulard che le nascondeva la chioma di capelli, grandi occhiali scuri, molto probabilmente non di marca ed una semplice borsa di paglia in vendita nelle botteghe di Capri. Classe, gran classe. Dove sono oggi queste dive? Altro esempio: Tony Curtis, nella foto che conserviamo nella nostra sartoria, indossava un semplice pantalone di lino color crema, pantalone senza pinces e senza passanti per cintura, una semplicissima camicia di voile di cotone e un foulard al collo girato come una cravatta. Questa è classe.
Cos'è che fa da sempre di Capri un'isola unica al mondo?
La semplicità, la bellezza, la stravaganza, l'allegria, la spensieratezza. Le sembra poco?