Capri è l'isola tirrenica che si trova nella parte meridionale del meraviglioso golfo di Napoli, divisa nei due comuni di Capri ed
Anacapri, con un territorio prevalentemente montuoso, con un clima mite tutto l'anno, con le sue bellezze naturali tali da stregare chiunque. Ma Capri non ha bisogno di presentazioni: le sue grotte ed i suoi scogli (i celeberrimi e cinematografici Faraglioni) l'hanno fatta conoscere in tutto il mondo. La sua bellezza ha stregato artisti, letterati e poeti, che l'hanno abitata e ne hanno fatto il loro luogo di elezione, alimentandone il mito. Meta del jet set internazionale, mantiene intatto il suo fascino e si rifà il trucco ogni stagione, diventando sempre più bella.
Già ai tempi dei romani, l'imperatore Augusto rimase colpito dal paesaggio e Tiberio, dopo di lui, vi trascorse gli ultimi annidi vita (secondo la leggenda fra gozzoviglie e banchetti). Oggi questa splendida cornice fa da sfondo alle vacanze dei vip, alle feste in grande stile, al giro del turismo internazionale: è divenuta uno status simbol delle vacanze di classe. Del resto è una delle isole più affascinanti del tirreno e del mediterraneo. E' dimostrato che questo luogo fosse già abitato nel paleolitico (epoca chelleana) grazie al ritrovamento di armi in selce amigdaloide e di fossili, soprattutto nella grotta delle Felci, nei pressi del monte Solare (il massiccio principale dell'isola insieme al MonteTiberio). In seguito, non oltre il IV secolo a.C., fu colonizzata dai Greci, come dimostrano i vasi rinvenuti nelle antiche tombe finora esplorate. L'origine etimologica di Capri va ricercata nei primi coloni greci, che la chiamarono "L'isola dei cinghiali" dal greco Kapros (appunto cinghiale, e non dal latino Caprae, cioè capre).
Nel 326 aC., dunque, l'isola dei cinghiali fu romanizzata. Augusto imperatore se ne innamorò e la ottenne dai napoletani in cambio di Ischia. Il suo successore Tiberio si stabili qui nel 26 o 27 d.C. e vi trascorse felice gli ultimi dieci anni di vita. Parte dei lavori compiuti nel periodo augusteotiberiano sono ancor oggi visibili. Al tempo sorgevano 12 ville, forse dedicate alle divinità maggiori, di cui oggi restano Villa Jovis (fra gli esempi migliori di villapalazzo della prima metà dell'impero) sita sul monte Tiberio, aggrappata alla roccia come una solitaria fortezza, e i ruderi di una villa sul piano di Damecuta (Anacapri) e di un'altra nei pressi dei Bagni di Tiberio.
Nel 536, per donazione di Tertullo, l'isola andò sotto la giurisdizione degli ecclesiasti della Badia di Montecassino, mentre nell'866 fu donata dall'imperatore Ludovico Il a Marino duca d'Amalfi, Poi Capri fu lungamente contesa e subì vari passamano: dal longobardo Guaimario IV, andò sotto Roberto il Guiscardo, quindi fu ripresa da Bernardo di Sariano (1133) per ordine di Ruggero li, al quale il Guiscardo si era ribellato. Nel 1191 passò sotto gli Svevi. Il primo grande feudatario dell'isola fu, nel 1230, Aliseo Arcucci.
Anche gli Aragonesi tentarono di prendere la splendida isola ma cedettero grazie alle mura fortificate del centro che il principe di Salerno aveva saggiamente fatto erigere nel 1284. Negli anni seguenti Capri godette di molti privilegi: nel 1300 Giacomo Arcucci, segretario di Giovanna d'Angiò, qui fondò la bellissima Certosa e la Regina stessa volle concedere agli isolani molte esenzioni. Nel 1656, invece, la peste colpì la popolazione (già decimata per le incursioni dei corsari, frequentissime nel XVI secolo) e, prima di rifiorire, si dovette attendere il regno di Carlo Borbone.
Nel 1806 i Francesi però la occuparono, ma già I'll maggio subentrarono gli Inglesi. Durante il regno di Giuseppe Bonaparte due tentativi per riconquistare l'isola fallirono, ma con l'ascesa al trono di Gioacchino Murat, il 4 ottobre 1808 i Francesi sbarcarono sull'isola ed il 18 settembre indussero gli Inglesi alla resa. Fu proprio durante l'800 che Capri vide nascere la fama che conserva oggi. Il suo nome fu reso famoso dai primi letterati romantici, soprattutto tedeschi, che celebravano la natura da paradiso perduto che crebbe anche con la scoperta della Grotta azzurra (ad esempio, il poeta Hans Cristian Andersen citò la grotta nell'"Improvisator" del 1835).
Oggi le attrezzature turistiche si sono moltiplicate per accogliere il copioso turismo internazionale. Una visita qui, infatti, non si ferma all'esclusivo ed elegante shopping o a fare il bagno nella spettacolare distesa marina, ma si possono compiere anche visite culturali e passeggiate naturalistiche. E poi l'arte, il comune ha anche commissionato il proprio logo al famoso disegnatore Milo Manara. La passeggiata più famosa, costellata di molte ville eleganti che termina con una terrazza belvedere che si affaccia sui Faraglioni, è Tragara: da qui si gode il panorama di tutta la baia di Marina Piccola, dominata dalla ripida parete rocciosa del Monte Solaro, nel cui centro si apre l'enorme cavità di Grotta delle Felci. La zona di Tragara si estende sul versante meridionale di Monte Tuona fino alla piana di Occhio Marino, alle spalle della Certosa.
Secondo Tacito, aTragara sorgeva una delle dodici ville imperiali romane di Capri fatte costruire dall'imperatore Tiberio. Nel 1875 erano ancora visibili le rovine della villa, come testimoniano le memorie di viaggio del diplomatico spagnolo Castelàr: oggi di quella magnifica villa non resta altro che il pavimento marmoreo della cappella del Rosario, nella chiesa di Santo Stefano in Piazzetta La costruzione fù iniziata sotto il regno di Ottaviano Augusto: secondo quanto riportato da Svetonio, durante gli scavi per le fondazioni furono rinvenute ossa gigantesche e armi in pietra che Augusto volle esposte nella sua residenza principale di Palazzo a Mare a Marina Grande (oggi sede del porto turistico).
Il nome Tragara deriva dal greco antico "tràgos" che significa (questa volta sì) capra Gregorovius a metà Ottocento descrive a Valle di Tragara come interamente coltivata a vite e olivo, in buona parte di proprietà dei monaci della Certosa.
In mezzo agli ulivi si stendeva la "bella passeggiata', già da allora la preferita dai primi turisti e dai vecchi isolani. Sotto la terrazza di Tragara partono la strada che scende ai Faraglioni e quella che prosegue per il Pizzolungo e Matermania. Da qui si possono già apprezzare le grandi e suggestive rocce: probabilmente l'attrazione di Capri più conosciuta nel mondo, tanto da diventare "i Faraglioni" per antonomasia. Faraglione è la parola generica che indica un tipo di rocce costituite da alti scogli che si innalzano vicino alle coste. Possono essere di origine calcarea (come questi), isolatisi per movimenti della crosta terrestre, o vulcanica, per l'ammassarsi progressivo di lave: in ogni caso l'elemento caratterizzante è sempre la forte azione corrosiva del mare che i modella in forme appuntite ed aspre.
I Faraglioni di Capri sono tre: il primo, attaccato alla costa, si chiama "Stella" ed è alto 109 metri. Quello più esterno ha nome "Scopolo" ed è alto 104 metri. Tra questi due c'è il cosiddetto "Faraglione di meno" che è alto SI metri ed è attraversato da parte a parte da una galleria naturale lunga 60 metri. Queste rocce sono famose anche perché ospitano una rara varietà di lucertola, la "lucertola aizurra", che presenta una particolare colorazione blu lungo tutto il corpo: prima si pensava che vivesse solo a Capri, ma pare sia presente su altri faraglioni lungo la costa siciliana.
Il loro nome, comunque, deriva probabilmente dalla parola greca "pharos", che significa faro: anticamente, per guidare la navigazione, venivano usate queste alture vicino alle coste come fari, mettendo sulle loro cime dei fuochi di segnalazione da mantenere accesi durante la notte.
I marinai greci e romani, appena potevano, navigavano sempre a vista delle coste, per le ridotte dimensioni delle navi, a causa dei pirati e per meglio orientarsi. Ma questo li esponeva ad altri pericoli, poiché sbattere contro secche o scogli e naufragare non era poi così raro: da qui la necessità di segnalare gli scogli fuori costa. Tanto i Faraglioni quanto il panorama sono così famosi da restare impressi nella memoria collettiva ed anche su celluloide. Molti sono infatti i film che ritraggono questa unica ed inconfondibile cornice. Capri ha, in effetti, un rapporto privilegiato con il cinema, tano che gli sono state tributate innumerevoli visite illustri da parte di dive e divi nostrani ed internazionali.
Oggi è stato istituito il grande festival cinematografico "Capri Hollywood", a dimostrazione del suo animo mondano e cosmopolita. Il primo film realizzato qui è "L'isola del sogno Amori e canzoni", (1947, regia di Ernesto Remani con Carlo Campanini, Clelia Matania e Silvana Jachino), la storia di un cantante ed un compositore che, per lavorare in pace ad un'opera, sbarcano su quest'isola. Troveranno, però, due belle ragazze che porteranno via loro la tranquillità.
Poi nel 1950 viene girata una delle più riuscite pellicole made in Capri: si tratta de"L'lmperatore di Capri", diretto da Luigi Comencini ed interpretato dal grande Antonio De Curtis, in arte Totò, e da Yvonne Sanson. Lei lo scambia per un principe indiano e gli dà modo dì creare il classico qui pro quo, che tanta fortuna farà nella commedia non solo italiana. Passando in rapida successione, dobbiamo ricordare ancora uno dei set più autorevoli e seri per la saga cinematografica caprese: infatti "il Disprezzo" (Le mepris) portò sull'isola ne! 1963 il regista JeanLuc Godard (insieme a Truffaut fu l'uomo di punta del cinema noto come Nouvelle Vague).
I nomi per questo ciak sono notissimi: Fritz Lang, Michel Piccoli, Jack Palance e nientemeno che Brigitte Bardot Una storia d'amore, tradimenti e morte, tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia. Di poco precedente è il film "La Baia di Napoli" (It started in Napoli) per la regia di Melville Shavelson ed interpretato da Sophia Loren con due miti del grande schermo: Clark Gable e Vittorio De Sica. Altra autorevole pellicola è quella della regista Liliana Cavani che, prendendo spunto dal lavoro di Curzio Malaparte, realizza "La Pelle" (1981): Marcello Mastroianni, Burt Lancaster e Claudia Cardinale: niente male... Sono da citare ancora una puntata dell'arcinota serie televisiva "Love Boat" ed infine la famosissima ed esilarante scena de "IL secondo tragico Fantoni" (1976, regia Luciano salce) dove il famoso ragioniere, in una fuga d'amore con la signorina Silvani a Capri, si esibisce nello sci d'acqua per impressionare l'amata collega, ma tentando uno slalom anardato, flnisce per schiantarsi proprio su uno dei faraglioni.
Questi sono solo alcuni dei ricordi impressi per sempre nella memoria collettiva degli italiani. Intervistando l'assessore al turismo, Salvatore Ciuccio veniamo a scoprire quale sia l'impegno per valorizzare il turismo culturale, un onere ed un vanto per chi amministra questa fortunata terra. Il suo slogan per presentare il territorio è condivisibile da tutti:"Uno scrigno ricco di natura, cultura, storia".
L'assessore ci aiuta anche ad inquadrare altri elementi di attrattiva per il turista: la Piazzetta nota come "il salotto del mondo", talmente frequentata che rischia di congestionare il traffico giornalieto di visitatori, motivo per cui «È opportuno creare nuovi poli e centri di richiamo in zone meno note ma altrettanto belle. Pensate che qui arrivano circa 8000 visitatori al giorno» ed ancora i giardini di Augusto, Villa Lisis, le passeggiate fino alla casa di Malaparte. Insomma il progetto è grande ma adeguato alle ambizioni di un luogo amabile. Dobbiamo parlare anche di Marina di Capri e del Palazzo dei Congressi. Marina di Capri è l'importante approdo nell'ampia baia sul versante settentrionale dell'isola: si trova all'interno del porto, delimitato da un molo interno di sottofiutto. Ospita 3 lO imbarcazioni fino a 60 m di lunghezza, su fondali fino a IS m. Dotato di tutti i comfort e servizi di assistenza nautica, dispone di un elegante Yacht Club, grande attrazione di velisti e di appassionati di motonautica.
La fortunata posizione del Marina, nel cuore dell'isola di Capri, permette al diportista di usufruire di un'ampia gamma di servizi e comodità, dall'Hotel di lusso al pesce appena pescato. Attorno al piazzale adiacente al porto s'incontrano le tradizionali case capresi, celebri per le loro terrazze e per la policromia delle facciate. Di fronte alle case, un tempo magazzini dei pescatori, si svolge la vita della gente del luogo. Marina ha tutto ciò di cui un'imbarcazione ha bisogno: Assistenza all'ormeggio, servizio sommozzatori, distributori, gru, impianto antincendio, raccolta rifiuti, servizio meteo, videosorveglianza 24 ore, pulizia dello specchio acqueo. Perfetto.
Invece il Palazzo dei Congressi, nel nucleo dell'isola, è una efficiente, elegante ed accogliente struttura concepita per ospitare convegni, congressi, meetings, festival, mostre ed eventi di varia natura Il Palano, gestito da un Consorzio di Alberghi Capresi, è un centro polifunzionale in grado di recepire e soddisfare le molteplici esigenze del turismo congressuale, anche se il presidente dell'Associazione federalberghi Isola di Capri, Sergio Gargiulo, spiega che bisogna ampliare l'offerta in caso di aumento della domanda il convegno dei giovani industriali si fa a stento, speriamo nel Tiberio Palace, di prossima costruzione".
Disposta su tre livelli, la struttura è a soli 50 m dalla famosa Piazzetta e a pochi passi dai più prestigiosi alberghi dell'isola L'attività congressuale the si svolge attorno al Palazzo porta un grande contributo all'economia del paese. ll Centro Servizi, con il suo staff professionale, è sempre a disposizione per l'organizzazione di manifestazioni.
Per quanto riguarda il focus sulle attività dei capresi vi sottolineiamo in particolare: L'isola danza. Nasce nel settembre 1991 per volontà delle due giovani insegnanti Federica e Maria Pia Mauro, quest'ultima diplomata presso il Lane Teathre arts nella facoltà di danza classica metodo Cecchetti, con la qualifica di Associate Diploma rilasciata dall'imperial Society of Teachers of dancing. Oggi la scuola vanta 200 allievi associati che studiano qua. La professio
nalità del corpo docente della scuola e dei suoi maestri ospiti (che ogni mese si alternano) è la garanzia più importante the ha fatto crescere negli anni la realtà di questo centra ed anche il gran numero di spettacoli e coreografie che hanno reso celebre il nome Isola danza, Il ristorante Al Grottino (Via Longano 27,a 50 m dalla Piazzetta) vi offre, in una struttura quattrocentesca. una grande
esperienza gustativa, la suggestione del pesce, dei vermicelli zucchine e gamberetti e la scarola alla napoletana buon appetito! Ancora da non perdere: Musmè Night Club, Grif Richmond, Il Raviolo caprese, Ristorante La Pergola, B&B Tirrenia & Robert's, Hotel Syrene, Hotel Bellavista, Studio Immobiliare Musco, Ristorante La Cantinella, Capri Costruzioni. Lasciatevi incantare.

Anacapri è l'antagonistaprotagonista di questa storia tutta isolana. Non si può certo dire che abbia qualcosa di meno del suo comune gemello; entrambi vivono la loro propria felice realtà.
Quando si arriva ad Anacapri si percepisce un'armonia che t'investe come fa il vento d'estate. Alla mondanità ed alla folla della "Piazzetta" di Capri, questo comune contrappone il suo fascino discreto, essendo meno nota alla ribalta internazionale, più nascosta ed intima ma certamente più suggestiva Collocata sul versante occidentale dell'isola su un altopiano che culmina con il monte Solaro, con le sue bianche case immerse nel verde degli uliveti e dei vigneti, abbraccia tutta la costa occidentale, dove scintilla il mare del colore dei lapislanuli.
La bellezza aspra e selvaggia dei suoi scenari naturali, le stradine del centro storico che si insinuano tra i caseggiati, i sentieri che si diramano fino al mare attraverso la campagna terrazzata, la magia di luoghi tranquilli anche nei periodi più frequentati della stagione fanno di questo comune una piacevole "scoperte". Ovunque si volga lo sguardo ci si può sentire dentro ad una cartolina. Ma ciò che rende unica l'atmosfera è l'ospitalità dei suoi abitanti, la semplicità del modo di vivere e quella sensazione di familiarità che colpisce e coinvolge l'ospite che arriva dalla metropoli. Si riscopre cosi il desiderio delle lunghe passeggiate, degli incontri, dei rapporti con gli altri per ritrovare te stesso, si sente il placido rumore della fauna estiva che allieta le passeggiate e si respira il salmastro fino ad alta quota. Dovunque c'è qualcosa che cattura lo sguardo e i sentimenti: dal panorama mozzafiato del Monte Solaro e della Migliera, a quello della villamuseo di Axel Munthe dai pittoreschi tramonti della villa imperiale di Damecuta, alle spettacolari mareggiate del Faro di Punta Carenaancora dalle passeggiate storiconaturalistiche per i sentieri e "fortini", alla storia ed all'arte della chiesa di San Michele, della Casa Rossa, dell'eremo di Cetrella e della Capri in Miniatura. Questo comune ha davvero tanto da offrire ed in una forma più rilassata, che non subisce la frenesia del 'turismo a tutti i costi".
Mario Staiano, primo cittadino di Anacapri, per nove anni assessore alla cultura, sa bene cosa significhi vivere in questo comune: «Dobbiamo continuare a valorizzare la cittadina nella sua identità distinta da Capri e puntare su un suo ruolo turisticoculturale anche nel periodo invernale». Da non perdere sono la festa del Santo patrono, S.Antontonio, il 13 giugno e la "Settembrata Anacaprese": la famosa sfilata in costume dell'epoca rappresentata (ogni anno cambia il tema) con annesse manifestazioni canore, sportive e serate gastronomiche offerte dalle quattro contrade in cui è diviso storicamente il territorio di Anacapri, ed ancora balli in una cornice cittadina addobbata per l'occasione con festoni e fiori dai balconi.
Un'invidiabile meraviglia naturale di cui questa gente può essere orgogliosa è certamente la Grotta Azzurra, con le sue acque da paradiso perduto, di quel color cobalto che rende tanto speciale una gita in barca, che mette voglia di tuffarsi per immergersi in quei lidi nascosti che invitano a sognare. Per entrare bisogna prendere una delle piccole barche a remi ormeggiate all'esterno della grotte; dopo aver pagato il biglietto si entra nella grotta stando distesi sul fondo della barca, in quanto l'ingresso è molto angusto. In effetti esiste un secondo ingresso di maggiori dimensioni, ma completamente sommerso; proprio questo ingresso sottomarino permette la colorazione azzurra delle acque all'interno della grotta per un fenomeno di riflessione della luce solare. Una volta all'interno lo spettacolo è quasi surreale, la trasparenza e l'azzurro dell'acqua danno l'impressione di navigare in un cielo terso e le barche sembrano galleggiare in un universo sconosciuto. La Grotta Azzurra era nota sin dal tempo dei Romani, e l'imperatore Tiberio ne fece un suo Ninfeo personale (sul fondo della grotta sono state trovate delle statue di divinità pagane risalenti al periodo romano), in seguito rimase sconosciuta, anche perché i pescatori dell'isola credevano che vi dimorassero spiriti maligni.
Solo il 18 Aprile 1826 fu riscoperta e restituita al mondo dal pittore tedesco August Kopisch e dall'amico Ernst Fries, accompagnati dal pescatore Angelo Ferraro. Da allora la grotta è stata visitata da migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Di Anacapri si può dire che, visitandola trecentosessantacinque giorni l'anno, la si trova ogni volta diversa e si scopre di continuo qualcosa di nuovo. Furono soprattutto scrittori, poeti, intellettuali stranieri a farne una mete predilette, a partire dall'Ottocento, per chi era alla ricerca di pace e di una natura ancora incontaminata, rustica e silenziosa, più sommessamente elegante della vicina Capri, già avviata verso un turismo più commerciale, sulla cui scia l'antico paesino di pescatori e contadini si è andato modificando.
Non si può perdere qui la caratteristica via Capodimonte, fitta di negozi, che raggiunge villa S. Michele, appartenuta a Axel Munthe, con il suo bel giardino e lo splendido panorama sul versante settentrionale dell'isola.
Munthe era il medico della numerosa colonia di artisti scandinavi a Parigi. Alla medicina dedicò gran parte della sua vita. Medico di molti personaggi importanti quali i reali di Svezia, non disdegnò di offrire il suo aiuto a chiunque, povero o ricco, abbisognasse della sua opera. Villa San Michele fu la sua residenza fra il 1896 ed il 1910. Proprio in seguito alla grave epidemia partenopea del 1884.
Giunse per la prima volta ad Anacapri, laddove, folgorato da tale bellezza, decise di stabilirsi definitivamente nel 1887 e di esercitare la professione di medico condotto. Scrisse anche numerosi libri di cui il più importante fu "La Storia di Sari Michele" nel quale Munthe descrive, spesso con molta fantasia, la storia della sua vita, per molti versi legata alla dimora anacaprese.
La fantasiosa architettura della sua villa (tuttora visibile) fungeva da cornice alle collezioni del suo proprietario e, contemporaneamente, sottolineava la bellezza del paesaggio. Gli edifici e le collezioni rispecchiano un gusto romantico, simbolista, tipico dello spirito di quel secolo. Quanto alla provenienza degli oggetti riscontriamo reperti di epoca romana, etrusca ed egizia. Egli scrisse: "La mia casa deve essere aperta al sole, al vento e alla voce del mare, come un tempio greco e luce, luce, luce ovunque!”.
La Villa San Michele è situata infatti sul versante nordorientale di Anacapri, a 327 metri di altezza dal livello del mare. Vi invitiamo poi a visitare, in una via raccolta e silenziosa di Anacapri, lo studio abitazione di Sergio Rubino, altra dimoramuseomostra, che trasuda arte ovunque. Il suo “Ortus conclusus” medievale, ospita opere in ceramica sparse tra le calendule, edere, limoni e pergolati d’uva. Le sue statue in ceramica (come il Pulcinella a grandezza naturale che mangia spaghetti o quelli che cantano serenate al mandolino) sono così ben fatte che sembrano vive.
In questo luogo nascono le opere di Rubino, artista ceramista, acquerellista, pittore, scultore, noto dalla Cina a Manhattan, e ancora decoratore delle ceramiche dell'isola di Capri e della sua famosa e grandiosa riproduzione in miniatura, di una perfezione che supera la realtà. Lestro geniale di questo artista stimato là di ogni sua opera una cosa unica, la firma di un momento che ha fissato nella materia l'incanto della natura, il valore di un talento sommo e, per chi lo conosce, la sensibilità di un cuore felice.
I nostri consigli finali: visitate Arredamenti Giovanni Tessitore, Ristorante Aumm Aumm e non fatevi sfuggire la Pensione Villa Eva. Benvenuti ad Anacapri, l'altra metà del cuore pulsante dell'isola più famosa del golfo di Napoli.