Sbarcare qui nella stagione delle infradito e dei ghiaccioli:
è un po' come farsi cavare un dente senza l'anestesia. Meglio aspettare i pattuglioni di giapponesi che sbarcano da luglio in poi, e se possibile aspettare che le orde di weekendari si dileguino. Meglio ancora se, invece di stanziarsi a Capri, ci si ritira ad Anacapri. Qui c'è l'hotel Capri Palace del playboy partenopeo Tonino Cacace, un'oasi di comfort, benessere e grande classe (chi vuol strafare può chiedere della suite Megaron con terrazzo e soffitto apribile: scherzo da 2.600 curo a notte'). Qui nessuno vi disturberà, ma c'è anche quello spazio vitale che non vi farà sentire assediati in paradiso. Così la pensano anche gli imboscati habitué dell'isola, da Emilio Fede a Luca di Montezemolo in su, che tengono casa qui.

Tra ville e campi, a piedi verso il faro:
la passeggiata è tra le più belle al mondo. Panorama ineguagliabile, pace sovrana e il non disprezzabile vantaggio di essere tutta in piano: a giugno ii sole caprese può già causare miraggi e salivazione azzerata. Recatevi invece a Capri per lo shopping: in piazzetta nella sartoria Caprese (tel. 081 83788229) di Roberto Russo, guru dell'abbigliamento, talmente bravo nell'indovinare i gusti della gente da essere diventato consigliere speciale di Diego Della Valle in fase di studio di nuovi capi. I pantaloni a mille righe dai colori più incredibili, qui si vendevano già quando tutta l'Italia non andava oltre a un paio di braghe blu. E in qualche bottega ancora ci si fa in quattro per rifarvi il guardaroba nell'arco di un weekend lungo: come da Nicolino (tel. 081 8373465).

Per divertirsi con la commedia umana alla caprese:
le alternative sono due. Fare i vip, avvitandosi a una sedia dei bar nella piazzetta, affittando una cabina alla Canzone del mare di Marina Piccola (tel. 081 8370104) e cenando al Villa Verde, dietro l'hotel Quisisana. Oppure gli intellettuali: scendere al porto, dove sulla calata (in attesa di salassare i turisti con finti taxi d'epoca e limoncello farlocco) i capresi doc raccontano volentieri storie e segreti dell'isola, e magari dritte su ville (a proposito: l'ideale qui sarebbe affittarne una per un mese, in consorzio con amici) e barche. Già: l'affitto indispensabile per godersi le anse dell'isola è un natante qualsiasi. Dalla barca a remi allo yacht da industriale leghista, tutto è noleggiabile. Allo Yacht Club comunque, oltre a organizzare regate ed eventi, vi trovano barche a vela per ogni esigenza. Comunque è la vacanza da turista banale la più genuina: una spruzzata di cultura e architettura (Villa di Tiberio, villa di Axel Munthe) un po' di facile mondanità in piazzetta all'ora dell'aperitivo. Girate l'isola con una carrozzella, andate alla Grotta azzurra la mattina presto quando gli altri dormono. Seguite la più scontata delle guide turistiche: Capri è così bella che non ha bisogno di vacanze intelligenti.