MITI VECCHI E NUOVI
Un tempo i marinai se ne temevano lontani: secondo la leggenda era abitata da demoni.

Capri. Centottanta candeline per la Grotta Azzurra. Sarà al centro di una lunga serie di celebrazioni l'antro più famoso del mondo, che oggi festeggia i centottanta anni della sua scoperta. Da allora, migliaia di persone lo hanno visitato ogni giorno, sdraiate sul fondo delle barchette di legno che escono dai cantieri artigianali proprio con il nome «Barca perla Grotta Azzurra», per conquistare quello stretto spazio (20 metri di larghezza per 60 di lunghezza) e vedere il mare che si cobra di un blu più vivo e intenso. Quel monumento sull'acqua che duemila anni fa fu il ninfeo di Tiberio e che per secoli nessuno ha mai osato avvicinare perché la leggenda lo voleva abitata dagli spiriti maligni, il 17 agosto del 1826 divenne invece l'obiettivo di una spedizione che partì dalla Locanda Pagano, oggi Hotel La Palma.
Il piccolo drappello era formato dallo scrittore tedesco August Kopisch, il suo amico pittore Ernst Fries, che alloggiavano alla locanda e che, incuriositi dalle storie di demoni di don Giuseppe Pagano, partirono accompagnati dal notaio albergatore e traghettati dal marinaio Angelo Ferraro detto O' Riccio.
Della spedizione del17 agosto del 1826 si trova traccia nella nota dei forestieri dell'antica locanda, dove al suo rientro August Kopisch immortalo le sue impressioni su una delle pagine di quello che oggi è un prezioso documento: «Raccomando agli amanti delle curiosità naturali la scoperta che abbiamo fatto con il nostro albergatore Giuseppe Pagano e col signor Fries, della grotta nella quale da secoli nessuno si arrischiava a penetrare, per timori superstiziosi. Abbiamo dato nome a questa grotta di «Azzurra», inverocchè le acque del mare, sotto l'azione della luce, vi assumono il più bel colore ceruleo».
E venne battezzata così il 17 agosto del 1826, con il nome di Grotta Azzurra, quella che veniva chiamata Grotta di Gradola o Gratelle e faceva segnare con la croce i marinai quando passavano al largo per allontanare gli spiriti maligni. Con il battesimo e la prima visita il vecchio mito lasciò il posto al nuovo: quello della bellezza della Grotta Azzurra. Di pari passo cresceva la fama dell'isola e iniziò anche una fortunata stagione turistica.
Quella di oggi anche per l'antica locanda, oggi hotel La Palma, che vide partire dai suoi locali la fortunata spedizione è una data significativa e importante. Un recupero reale della sua identità che ha visto nel tempo passare nelle sue sale intellettuali e scrittori famosi, da Paul Valery a scrittore Maxime Du Camp lino a Paul I Heyse premio Nobel per la letteratura nel 1910.

- Anna Maria Boniello