Nel Golfo di Napoli, di fronte a Sorrento e Positano, vi è uno di quei luoghi dove è possibile tornare, e tornare più volte, e riuscire sempre a trovare uno scorcio capace di sorprendere, scoprire, in fondo ad un vicolo, un panorama che, delimitato dalle case, dà l'impressione di ammirare un quadro perfettamente incorniciato tra ciclo e mare. Basta che la luce cambi, da quella più cruda e aggressiva del mattino a quella più morbida e calda del tardo pomeriggio, e lei, Capri, proprio come una diva sotto i riflettori, cambia volto per piacere di più, per attirare l'attenzione. L'apprezzavano già gli imperatori romani e non solo per l'eccezionale fascino dei luoghi ma, anche, per l'aria salubre e le acque termali ricche di componenti rigeneranti. Vi eressero le loro residenze e divulgarono anche gli usi e i costumi della Roma imperiale Augusto, prima, e il figlio Tiberio, poi, che costruì l'immensa Villa Jovis, la più ricca wtestimonianza romana sull'isola. Ma il suo destino cominciò a delinearsi chiaramente solo a partire dalla metà dell'Ottocento, quando cominciò ad essere scelta come residenza o luogo di vacanza da turisti provenienti da tutto il mondo e ad acquisire quella caratteristica cosmopolita e mondano che ha contribuito a creare il suo mito. Si sono interessati a lei scrittori, poeti, musicisti, pittori e, in tempi più recenti, ha fatto da sfondo scenografico a film famosi. Sono sempre molti i personaggi dell'aristocrazia e del jet set che continuano a frequentarla e a farsi avvolgere dalla sua atmosfera, a passeggiare in tutta tranquillità lungo i vicoli, a sedersi ai tavolini della minuscola piazzetta, un salottino all'aperto fulcro della vita turistica e mondana. Gli habitué sanno di poter contare sulla calda ospitalità e sulla tradizionale discrezione degli isolani.
Per conoscere questo gioiello naturalistico nei suoi "momenti migliori", si può scegliere la primavera, quando la vegetazione ha le più brillanti tonalità di verde, o l'autunno, con l'impareggiabile esplosione di colori caldi, dominati dalle varianti del giallo, rosso e marrone. Periodi ideali, altresì, per godersi questo piccolo paradiso in tutta tranquillità, senza la folla dei turisti che la invadono nel periodo estivo. Poi, per apprezzarla appieno, la si deve circumnavigare, meglio se con una barca a vela che permetta di apprezzare il silenzio e la brezza. Si può così andare alla scoperta delle grotte marine, tra cui la tanto celebrata Grotta Azzurra, le minuscole calette di sabbia fine e le scogliere possenti, le pinete e la vegetazione lussureggiante che cresce ostinata fin sulle ripide pareti rocciose a strapiombo sul mare di un blu profondo.
Sarà bello ammirare da ricino le forme straordinarie dei faraglioni, l'Arco Naturale, uno scenografico arco di roccia a picco sul mare, la Grotta di Matermania, grandioso antro naturale forse già consacrato in età romana al culto di Cibele, la Magna Mater dei Latini.
Sulla terra ferma, la passeggiata più famosa di Capri è quella che porta al belvedere di Tragara, ombrosa piazzetta con vista sui Faraglioni e Marina Piccola. L'abitato, costituito da abitazioni con terrazzi e pergolati fioriti, è distribuito lungo stretti vicoli percorrendo i quali si raggiungono Palazzo Arcucci (sede della Fondazione Cerio), risalente al 1372 e la chiesa barocca di Santo Stefano, con le cupole di ispirazione araba e un prezioso pavimento romano proveniente da Villa Jovis. Questa si raggiunge dall'abitato di Capri con una lunga passeggiata che tocca la piccola chiesa di San Michele, costeggia il panoramicissimo parco di Villa Astarita e conduce all'area archeologica. Le grandiose rovine dominano un panorama meraviglioso verso Sorrento e si affacciano su uno strapiombo di 330 metri, il cosiddetto salto di Tiberio, da cui si racconta che l'imperatore facesse gettare le sue vittime. La villa è un amplissimo palazzo su molti livelli, con le varie parti funzionali (vestibolo, zona termale, quartieri per la servitù, appartamenti privati dell'imperatore, locali di rappresentanza) raggruppate intorno a un nucleo centrale, occupato da quattro gigantesche cisterne per l'acqua. Ad Anacapri sono le rovine di un'altra villa imperiale, Damecuta. Una delle più notevoli realizzazioni dell'architettura caprese è il complesso monumentale della Certosa di San Giacomo, costruita nel Trecento e ampliata nel Seicento; mentre, dal suggestivo belvedere dei vicini giardini di Augusto, si gode una magnifica vista sui Faraglioni. Dal parco, attraversato da viottoli e scalette che scendono fino al mare, si raggiunge Manna Piccola che offre incantevoli squarci panoramici sui fondali e sui Faraglioni. Incastonata nel paesaggio roccioso della punta Masullo è Villa Malaparte. Edificata alla fìne degli anni Trenta dall'architetto Aclalberto Libera, la casa dello scrittore Curzio Malaparte è ancora straordinariamente moderna nel suo progetto eccentrico. L'altro comune dell'isola è Anacapri: meno mondana, ha stradine graziose, case bianche immerse nel verde e alcuni monumenti interessanti tra i quali: la chiesa di San Michele, costruita nel Settecento su disegno di Domenico Antonio Vaccaro: bellissinio il pavimento maiolicato. Qui sorge la fàmosa Villa San Michele, costruita sui resti romani da Axel Munthe, il medico e scrittore svedese che visse per più di un cinquantennio sull'isola. Lo scrittore vi ambientò il suo romanzo Storia di San Michele, contribuendo a diffondere nel mondo il mito di Capri. La villa, elegante e originale, ospita arredi settecenteschi, opere d'arte e resti di epoca romana ed è circondata da un giardino di bellezza rara.
Un'occasione da non perdere: da Anacapri, con la seggiovia e il sentiero per la vetta del Monte Solaro (589 metri), si raggiunge il punto più alto e più panoramico dell'isola.