Non solo Piazzetta e glamour. Capri è un'isola di vertigini, di vedute superbe. Secondo il Financial Times, tanto belle da fare amare ancor più la vita. I celeberrimi Faraglioni, il Belvedere della Migliara, ad Anacapri, o quello poetico del Pittore, sopra la punta del Castiglione; alla fine di via Tragara o lungo via Krupp, riaperta dopo oltre trent'anni di oblio, al termine di un restauro imponente (vedere Dove di giugno, pag. 94), e inaugurata domenica 29 giugno dal presidente Giorgio Napolitano, panama in testa, nel giorno del suo ottantatreesimo compleanno. Ma i panorami più celebrati d'Italia si pagano e Capri ha la fama di avere prezzi da rapina. In apparenza immune a quello stile di vita low cost che ha contagiato politici e industriali, da Tony Blair, che per primo ha fatto clamore scegliendo voli a basso costo per le vacanze, a Renata Callerio, a.d. della Fimac (fabbrica di componenti di aereo), che si prenota gli economicissimi hotel Ibis o stanze nei conventi. Eppure, da sempre i viaggiatori chic angloamericani hanno un loro carnet di indirizzi al prezzo giusto: le locande capresi con vista, che ora fanno fibrillare i nuovi trendsetter. Il loro plus? Tariffe eque, panorami spettacolari da stanze e terrazze a picco sul blu, e il calore dell'ospitalità familiare. Dove ha selezionato i piccoli hotel, un tempo pensioni, con una lunga tradizione alle spalle, e camere che permettono di trascorrere una vacanza sull'isola senza dover accendere un mutuo e rinunciare a quel pizzico di charme tipicamente caprese. Come La Minerva, a pochi passi dalla celebre Piazzetta, in un angolo silenzioso e appartato, da tre generazioni gestito dalla famiglia Esposito. L'hotel, raccomandato anche dalla Karen Brown's Italy B&B, bibbia dell'ospitalità per gli anglosassoni, è una casa inondata di luce, arredata con tanto bianco, pavimenti di maioliche artigianali e, soprattutto, un panorama che lenisce ogni stress. Le stanze sono 18, di cui 15 con vista, alcune con terrazza e lettini per godersi il silenzio e la pace. Lo sguardo scivola oltre i giardini un tempo appartenuti a Edwin Cerio, scrittore e noto personaggio delle cronache capresi di inizio Novecento. L'atmosfera è intima ed esclusiva: non sono accettati bambini. Gli ospiti possono utilizzare una piccola piscina nel verde, mentre la prima colazione (da non perdere la torta caprese fatta in casa, con cioccolato fondente e mandorle) è servita sulla terrazza all'ultimo piano. Con vista, naturalmente.
Sulla stessa strada, due altri indirizzi da mettere in agenda per il buon rapporto qualità/prezzo: l'hotel La Floridiana che ha da poco rinnovato la hail e alcune stanze, e il Canasta, storico 3 stelle. Il primo, più grande e ancora un po' anonimo negli arredi, con un ristorante dimesso che andrebbe invece valorizzato, ha 31 stanze, le migliori al primo piano sopra la hall: tutte con terrazzino e vista. Peccato il disordine del cantiere per i lavori ancora in corso: una nota stonata nel panorama. L'Hotel Canasta, ben noto agli habitué, è curato dalla famiglia D'Emilio con attenzione ai particolari, come la possibilità di richiedere un massaggio in camera o la prima colazione servita nel patio fino alle 13 a Capri, si sa, si tira tardi la sera. Le stanze panoramiche sono solo due, la 24 e la 25, ma dalla piscina si gode una vista di tutto rispetto. Si trova sul versante sud dell'isola, il più assolato e caratteristico, quello che guarda i Giardini di Augusto e la Certosa. A cinque minuti la mondana via Camerelle e, dalla parte opposta, via Krupp.
Per una cena con panorama sui Faraglioni si può prenotare Il Geranio, ristorantino un po' defilato, che conserva il sapore della vecchia trattoria di mare. Una vista davvero spettacolare la regala anche Villa Brunella, hotel su via Tragara: qui, dal 1972, la famiglia Ruggiero accoglie viaggiatori da mezzo mondo. Le camere più belle (e, naturalmente, più care, 350€) sono le junior suite (dalla 54 alla 63), ma le superior sono comunque di grande comfort, e la vista è bella anche dalle terrazze della piscina e del ristorante: lo sguardo abbraccia imponenti strapiombi, Marina Piccola e il promontorio del Castiglione con in cima il castello. Il ristorante, La Terrazza di Brunella, aperto anche agli esterni, offre la cucina tradizionale caprese. L'ideale è arrivarci all'ora del tramonto, quando la roccia di granito si cobra di viola e rosa.

Proseguendo lungo via Tragara, punteggiata di ville private (qui dimorarono i poeti Pablo Neruda e Rainer Maria Rilke), si raggiungono da un lato il belvedere dei Faraglioni, dall'altro le strade dello shopping: via Camerelle, con le sue griffe scintillanti, e le più defilate via Fuorlovado e via delle Botteghe. Qui si trova l'atelier laboratorio di Grazia Vozza, designer di gioielli in pietre dure, coralli e turchesi: oltre alle spettacolari collane e ai ciondoli (preferiti da Carolina di Monaco) propone sandali e borsette gioiello, rivisitazione preziosa dello stile Capri. Non lontano, la celebre boutique 100% Capri di Toni Aiello, che al lino bianco quest'anno ha aggiunto filati di seta e cotone. D'obbligo una sosta alla libreria casa editrice La Conchiglia (un'altra è ad Anacapri), ben fornita di pubblicazioni dedicate all'isola di oggi e di ieri. La Conchiglia promuove un'iniziativa culturale di altissimo livello, Iluoghi della parola, incontri in luoghi di massima suggestione, come la terrazza dei Giardini di Augusto o la Certosa di San Giacomo, con scrittori, saggisti e filosofi, da Silvia Ronchey a Giulio Giorello, da Eva Cantarella a Luciano Canfora, a Giuseppe Scaraffia (15 luglio 30 agosto; programma su www.associazionelaconchiglia.com). Un altro indirizzo simbolo è Sfizi di Pane, la boulangerie dove gli habitué si riforniscono di delikatessen prima di andare in barca o al mare, dai tarallini (alle mandorle, alla pizzaiola, al pesto) alla torta caprese, specialità della casa. Costanzo Ruocco è invece una garanzia per i sandali.
Seguendo il fil rouge del panorama, si può prenotare un tavolo a Le Grottelle. Per arrivarci bisogna camminare un po' (dalla Piazzetta si attraversa l'arco di via Longano e si prosegue per via Matermania e via Arco Naturale), ma il posto merita davvero: ricavato nella roccia, ha una balconata sull'Arco Naturale. Lo sguardo tocca Punta della Campanella e la Costiera Amalfitana. L'atmosfera è da icona dell'immaginario del turista americano: tavoli e sedie di legno, tovaglie a quadri bianchi e rossi, con al centro una brocca di vino. La cucina è semplice, con sapori di mare e di terra, secondo la tradizione isolana. Più modaioli il Pantagusto e Capri's, a pochi passi dalla Piazzetta, con vista sul Golfo di Napoli. Qui il buon cibo si sposa al new design e, per il Capri's, con la cucina a vista. Sono il lato up to date per chi ama incontrare le persone giuste e poi tirare tardi al Panta Rei e al Number Two, night storico dell'isola, che quest'anno è stato totalmente rinnovato.

Marina Grande
Dall'altra parte di Capri, sul versante che guarda a nord, il panorama si apre sul Golfo di Napoli, il Vesuvio, il porto di Marina Grande, anima antica e marinara dell'isola (la più vera), da poco aperta al turismo d'élite. Al blasonatissimo JK Place Capri, si è aggiunto il fascino di Villa Marina Capri: Hotel&Spa a stelle (ma con interessanti offerte weekend) inaugurato a giugno, sbandierando "la cultura del lusso, il lusso della cultura". Filosofia che ha guidato la ristrutturazione di questa villa del 1915 ispirata alla Capri del primo Novecento: letteraria, artistica, coraggiosa, edonista e trasgressiva. Così le 21 stanze si ispirano ad altrettanti illustri personaggi, che all'epoca vissero sull'isola, come Edwin Cerio, Curzio Malaparte, Filippo Tommaso Marinetti.
Fortunato Depero, Pablo Neruda e altri ancora. In ogni stanza una citazione d'epoca: un libro autografo, un disegno, una poesia, un quadro o un oggetto che rimandano a quel periodo. Un hotel letterario, insomma, che strizza però l'occhio al gusto per le cose belle e ricercate. I prezzi sono quelli di un cinque stelle, tra i 300 e i 1300 euro per una stanza, ma dal 6 ottobre, subito dopo il fine settimana di Confindustria che porterà sull'isola il gotha degli imprenditori italiani, scendono sensibilmente (molto interessante la formula Sweet Moon di fine estate, che prevede un pacchetto per due persone per 3 notti con prima colazione a buffet, una cena gourmet con degustazione di vini, un massaggio a persona nella spa per un totale da 1360 € per due). Per una cena, si può prenotare al ristorante dell'hotel, Ziqù, chiedendo un tavolo in giardino per godersi il panorama. Ai fornelli, il giovane e promettente Mino Chiafele dedica attenzione e proposte ad hoc a chi soffre di intolleranze alimentari. Anche la spa dell'albergo, Stai (un invito a fermarsi e indugiare), aperta agli esterni, propone sauna, bagno turco, piscina e una serie di trattamenti, tra cui quattro massaggi esclusivi (a 100 € ognuno) dai nomi evocativi: Rosso Malaparte, Blu Depero, Silver Krupp, Azzurro Prampolini.
Non lontano da Villa Marina Capri, scendendo verso il porto, il Relais Maresca è uno storico albergo rinnovato qualche anno fa. Le camere sono 27 (la numero 41 ha una grande terrazza panoramica), in stile mediterraneo, con colori chiari e maioliche di Vietri. L'hotel ha una posizione invidiabile: vicinissima la spiaggia (perfetta fuori stagione, troppo affollata in piena estate), dettaglio non trascurabile per un'isola che ha poche e spesso impervie discese a mare; la banchina con i gozzi per la Grotta Azzurra e la funicolare che porta in pochi minuti in piazzetta. Dai Bagni di Tiberio, accanto alla biglietteria degli aliscafi, parte un barchino che conduce in questo angolo di mare caraibico attrezzato di tutto punto, dove un tempo c'era la villa a mare dell'imperatore. Una segnalazione per chi arriva a Capri con una barca privata: sul porto è stato inaugurato di recente il lounge bar Chimera, il primo sul mercato italiano a offrire i servizi del Personal Yacht Concierge, che su richiesta fa arrivare a bordo sarto, chef, personal trainer, massaggiatore o, semplicemente, quella che viene giudicata la più buona torta caprese (www.caprideluxe.eu).

Anacapri
Il panorama cambia nuovamente salendo ad Anacapri, l'altra metà dell'isola, un tempo ciamurra (in dialetto locale, cafona e contadina), oggi buen retiro di imprenditori, intellettuali e giornalisti da Diego Della Valle a Lucia Annunziata, da Giuliano Zincone a Luca Cordero di Montezemolo , che ne hanno rilanciato con snobismo l'anima appartata e genuina, lontana dai clamori della Piazzetta. Qui la vita è elementare", osserva Giuliano Zincone, editorialista del Corriere della Sera e frequentatore storico. Si riesce ancora a trovare la piccola pensione dove l'accoglienza è schietta e cordiale, come Il Mulino, circondato da un bel giardino, perfetto per famiglie con bambini e per chi ricerca atmosfere semplici e vere (la proprietaria, Simona De Turris, è una fonte preziosa di suggerimenti per conoscere l'isola), ma anche nuove maison d'hôtes come Casa Mariantonia, della catena degli Epoque Hotels, nel cuore della vecchia Anacapri, aperta da un anno, ma erede di una lunga tradizione di ospitalità. Sei le stanze, arredate con gusto ricercato. Tutte le camere hanno il proprio terrazzino dove è servita la prima colazione, con vista sul giardino e l'agrumeto che circonda la casa. Dalle due suite al primo piano, Gradola e Punta Carena, lo sguardo si spinge sino al mare. All'arrivo si è accolti con il limoncello fatto in casa. Unico neo, il poco spazio comune. Non lontano dall'albergo, in piazza Vittoria, c'è l'edicola di Peppino D'Esposito, indirizzo di quelli segreti, ma ben noto agli habitué perché qui, tra un magazine e un quotidiano, è possibile farsi fare su misura le intramontabili espadrillas, che in gergo locale chiamano i sanbattigli. Anacapri è così, niente griffe e vetrine scintillanti, ma la vecchia merceria, il sarto, il tabaccaio, il caffè del centro come il Bar Ferraro, ritrovo cultural politico del posto. Sulla via Tuoro, che dal centro conduce alla celebre Grotta Azzurra, si incontra l'Orsa Maggiore, piccolo albergo di charme aperto da poco più di un anno, con centro benessere, piscina e ristorante. Un rigoglioso giardino circonda la villa dalla tipica architettura mediterranea: 14 le stanze, tutte con terrazza.
Nella doppia classic si spendono ioo euro a persona in alta stagione, 85 in bassa stagione; ma è interessante l'offerta per dite Ottobre ad Anacapri (valida dal i ottobre al 4 novembre), che prevede 3 notti con trattamento b&b, un'ora nel centro vellness, due ingressi alla Chiesa monurnentale di San Michele e i trasferimenti da e per il porto di Capri per un totale di 425 curo a persona.
Anacapri, specie tra settembre e ottobre, lontano dall'afa opprimente di luglio e agosto, è ideale per visitare luoghi storici come Villa San Michele, la casa di Axel Munthe o le rovine di Damecuta, una delle dodici residenze fatte costruire dall'imperatore Tiberio. La Settembrata (dal 24 agosto al 6 settembre, www.comunedianacapri.it), festa paesana di fine estate, coinvolge le quattro contrade (Le Pietre, Le Stalle, La Piazza e Le Boffe) tra gare culinarie e rievocazioni storiche. Oppure si può andar per sentieri: quello dei fortini ottocenteschi, per esempio, tre ore di camminata sospesi tra roccia e mare. Nel tratto tra i fortini di Mesola e Orrico, la locanda Da Andrea è un posto fuori dal mondo, dove ristorarsi con un boccone (panini caserecci, caponata) e una bibita fredda e rilassarsi sulle amache vista mare. Da qui si scende sino a Gala del Rio. Altro itinerario è la salita al Monte Solaro con la seggiovia immersa tra pini e una folta macchia mediterranea (il 19 agosto resterà aperta fino alle 23). Infine c'è la passeggiata della Migliara con il singolare Parco Filosofico, creato dallo svedese Gunnar AdlerKarlsson e dalla moglie Marianna, dedicato alla meditazione. Tra ulivi, lentischi e mirti spuntano piastrelle di maiolica con i motti di celebri filosofi del passato.
Il sentiero della Migliara conduce al Belvedere del Tuono, uno dei panorami più struggenti al mondo: uno strapiombo da vertigine, aperto da un lato su Punta Carena con il faro, dall'altro sui Faraglioni e davanti mare a perdita d'occhio. Per gli animi romantici, dal 16 al 20 agosto, la rassegna Tramonti anacapresi porta la musica e la cultura nei
luoghi più belli dell'isola esaltati dalla luce del sole calante. A pochi metri da questa balconata che toglie il fiato, il ristorante Da Gelsomina, un'istituzione sull'isola, nato negli anni Cinquanta con Gelsomina e il marito Raffaele. Aperto tutto l'anno, ha anche sei stanze (pulite, arredate con semplicità, con terrazzino e quasi tutte con vista) e una piscina panoramicissima. Il posto è perfetto per chi cerca il "fuori dalla mischia"; la cucina e l'ambiente sono quelli della Capri di tanti anni fa: ci venivano Axel Munthe e Alberto Moravia. I tavoli guardano di lontano il mare, oltre le vigne di famiglia. E un autentico scampolo di campagna, rimasto intatto, genuino; i sapori sono quelli della tradizione isolana come i ravioli capresi con salsa di pomodoro fresco e basilico, gli spaghetti alla ciamurra, con alici, olive e sedano. Da bere con la Doc Capri, che quest'anno festeggia i trent'anni o, perché no, con la Birra di Capri, prima e unica birra artigianale dell'isola, fatta proprio ad Anacapri.