Spettacolo continuato, "notte e giorno", scriveva Filippo Tommaso Marinetti, il futurista. Sono passati circa 80 anni e Capri, nonostante i turisti di giornata, quelli sui luoghi dell'omonima fiction tv e i paparazzi al seguito dei vip, ha mantenuto il suoi segreti, noti solo agli habitué. Non solo piazzetta e mondanità: c'è un'isola che sta recuperando la sua anima più vera e contemplativa. Che riscopre le passeggiate e i belvedere, i piccoli alberghi economici e silenziosi, i ristorantini dalla cucina verace, le battute di pesca alla trama. Persino l'arte, grazie a iniziative come quelle della Fondazione Perna (ex Villa Bismark, www.pernafoundation.org) che espone le sue opere dai fondi oro alle contemporanee in luoghi inconsueti del Mediterraneo. Senza contare performance live di vj (artisti video) in luoghi tra cui il bar della darsena, il Chimaera (tel. 081 837.9494, www.caprideluxe.net).

E questa la Capri da vivere soprattutto nel fuori stagione, quando i prezzi scendono e non occorre fare un mutuo per regalarsi un fine settimana, allorché si spengono i riflettori d'agosto e svanisce il via vai caotico dei pendolari avidi di souvenir e dei nuovi ricchi appena scesi da megayacht a caccia di griffe lungo via Camerelle. Complice un sole più clemente, è possibile inerpicarsi in luoghi spettacolari come il sito di Villa Jovis, col celebre Salto di Tiberio, e affrontare passeggiate impegnative come quella del Pizzolungo sino a Casa Malaparte o quella dei Fortini ottocenteschi di Anacapri. Da percorrere a piedi è naturalmente la ritrovata via Krupp, la stradascultura finanziata nel 1902 da Friedrich Alfred Krupp e riaperta nel giugno scorso dopo 32 anni e un restauro costato nitre sette milioni di curo, finanziato dalla Regione Campania. A vederla dall'alto, dai Giardini di Augusto, è una vertigine: tre chilometri di tornanti scavati tra la roccia e il mare che conducono sino a Marina Piccola. Ogni passo è un amarcord. Ci passeggiavano poeti e dive, amanti segreti e viaggiatori solitari. Ci venivano negli anni Sessanta Alberto Moravia ed Elsa Morante; Aristotele Onassis con Maria Callas e poi Brigitte Bardot. Ogni tornante è una cartolina, una foto da scattare. E questo il versante più celebrato dell'isola: si passeggia ancora - anche in piena estate - tra il silenzio della Certosa di San Giacomo e il frinire delle cicale, tra gli alti pini marittimi. La mondanità chiassosa della piazzetta-passerella-palcoscenico è lontana.

Si dorme a Villa Krupp, un tre stelle, che conserva il fascino (e i prezzi) della vecchia pensione. La gestione è familiare, gli ambienti semplici, senza pretese di lusso e modernità, ma la terrazza dove viene servita la prima colazione è uno spettacolo e ricorda certe atmosfere della Capri anni Cinquanta. Qui - qualcuno rammenta ancora - dimoro Maksim Corkij. Altro indirizzo di charme è l'hotel La Minerva, piccolo e riservato (solo 18 stanze), arredato come una casa con maioliche artigianali, sofà bianchi e pezzi d'antan, foto d'epoca e dettagli d'atmosfera. Da primavera si va a mangiare al ristorante Il Geranio: l'ambiente è tipicamente mediterraneo, come la cucina e i piatti. Superba la posizione, tra il profumo di resina dei pini e con vista sui Faraglioni e la Certosa. Si è sempre in zona via Krupp, senza dubbio l'icona della Capri del primo Novecento, quella di Pablo Neruda e di Axel Munthe, di Curzio Malaparte e Tommaso Marinetti. Una stagione emblematica che ha ispirato anche Villa Marina, boutique hotel inaugurato quest'anno. E il primo albergo letterario dell'isola, mix raffinato di lusso (offre una spa e un ottimo ristorante) e cultura, nato dalla ristrutturazione di una villa del igi: le 21 camere e suite, che costano almeno 300 euro per la doppia, non hanno numeri, ma i nomi dei personaggi a cui sono dedicate (tra gli altri' Malaparte, Depero, Prampolini) e in ogni stanza ci sono citazioni dell'epoca, foto, libri o espliciti rimandi (tel. 081.837.6630). Si trova a Marina Grande, un'altra faccia di Capri: schiva e marinara, per certi versi ancora molto semplice.

Qui convivono i vecchi pescatori e i grandi panfili di lusso, le case dei capresi con ancora fazzoletti di campagna e filati di viti e le ville sontuose dei primi turisti. Da oltre 40 anni Giancarlo Guarracino accompagna a fare il giro dell'isola: con il suo gozzo in vetroresina e con un motoscafo di 12 metri (per seisette persone, si spendono circa 150 curo) adatto eventualmente anche alla pesca alla trama di tonnetti e altri pesci di passo (tel. 081.837.6520, cell. 338.30.70.291). La seta cena alla caprese al ristorante Da Paolino, che in 30 anni non ha perso il fascino anche per il suo fitto giardino di limoni: nel menu tanto pesce, frutti di mare e paste fatte in casa, succosi pomodori e mozzarella di bufala al profumo di basilico. Da maggio a fine settembre un altro indirizzo da mettere in agenda è il ristorantino dei Bagni Tiberio, aperto solo all'ora di pranzo, raggiungibile via mate o via tetra lungo via Palazzo a Mare: tavoli semplici tovaglie a quadri bianche e azzurre, si mangia sull'acqua, su palafitte di legno. Nel menu linguine con l'astice, frutti di mare, tonno fresco e pesce del giorno all'acqua pazza, con vino bianco della casa addolcito con pesche di giardino. Si cena con vista strepitosa a Le Grottelle, uno dei luoghi simbolo dell'isola, un po' impervio ma d'effetto. Vi si arriva dalla piazzetta attraversando l'arco di via Longano e proseguendo per via Matermania e via Arco Naturale, tutto in salita, ma il posto merita davvero: il ristorante è ricavato nella roccia e ha una balconata sull'Arco Naturale. Lo sguardo tocca la Punta della Campanella e la costiera amalfitana. Latmosfera è quella delle vecchie trattorie, sedie di legno e tovaglie a quadri; la cucina è semplice, sapori di mare e di terra come vuole la tradizione isolana.

Per cenare decisamente à la page (ed essere visti) c'è il ristorante Edodè, lungo via Camerelle, la strada delle griffe e dello struscio: design minimal chic e piatti che strizzano l'occhio alla moda del momento. Un buon equilibrio tra innovazione e tradizione - sia in cucina che nel design degli interni - è invece il Pantagusto, costola gourmet di Panta Rei, ritrovo trendy per l'happy hour e day spa di giorno. Resiste lo shopping tipico: i sandali, come li indossava Jackie Kennedy, si comprano invia Roma da Costanzo Ruocco, in versione gioiello - tempestati di pietre dure, turchesi e corallo - li propone Grazia Vozza. raffinata designer. Il lino più glam è quello di Tonino Aiello e del suo fortunato brand 100% Capri: nella sua boutique di via Fuorlovado sono passati, tra gli altri, Paul Allen, Rod Stewart e Aurelio De Laurentiis. estimatori di questo lino, italiano doc. lavorato in Campania. Moda di ricerca e pezzi unici sono il punto di forza di Blu, l'atelier di Tonioo Arcucci. Per portarsi a casa i profumi dell'isola la sosta è la fabbrica di Carthusia, che continua a produrre essenze seguendo le ricette segrete dei monaci della vicina Certosa di San Giacomo: nelle raffinate boccette di vetro rivivono sentori medirerranei, note di limone e arancio amaro, legno di cedro e gelsomino. Libri, gouache e stampe sull'isola si comprano nelle libreriesalotto La Conchiglia di Ausilia Veneruso e Riccardo Esposito invia Camerelle e in via Le Botteghe: qui si ritrova la Capri culturalmondana: artisti, musicisti e scrittori, in occasione di eventi. reading, dibattiti sempre affollati.

Anacapri è l'altra metà dell'isola, un tempo "ciamurra" (io dialetto locale, cafona e contadina), oggi buen. retiro di imprenditori, intellettuali e giornalisti che ne hanno rilanciato coo snobismo l'anima ma appartata e genuina, lontana dai clamori della piazzetta. "Dove la vita è elementare", dice Giuliano Zincone, editorialista del Corriere della Sera e frequentatore di Anacapri. Qui l'estate scorsa un hotel storico come il Capri Palace dove una stanza con vista su Napoli e le vicine Procida e Ischia costa da 430 curo per notte, ha lanciato l'Artetherapy (curarsi con l'arte contemporanea), ovvero una rassegna notturna di opere a bordo piscina o concepite per galleggiare sull'acqua, in collaborazione con la Galleria Blue Lizard Art & Design di Capri (in primavera e autunno, per chi prenota tre notti, la quarta è gratis: www. capripalace.com). Qui, però, si riesce ancora a trovare la piccola pensione dall'accoglienza schietta e cordiale - come Il Mulino, ricavato dalla ristrutturazione di una vecchia casa colonica, circondato da un bel giardino e con tutti i comfort di un albergo ideale per famiglie e per chi ricerca atmosfere semplici (la proprietaria, Simona De Turris, è una fonte di suggerimenti per conoscere l'isola) - ma anche nuove maison d'hôtes come Casa Mariantonia, aperta da un anno. Sei stanze sei nel cuore di Anacapri arredate con gusto e con i plus contemporanei come la tv a schermo Lcd e il collegamento WiFi. All'arrivo si viene accolti con il limoncello ricavato dagli agrumi di proprietà. Tutte le stanze hanno il proprio terrazzino dove viene servita la prima colazione con vista sul giardino e la limonaia che circonda la villa.

Unico neo: il poco spazio comune. Dalle due suite al primo piano lo sguardo si spinge sino al mare. Non lontano dall'albergo, in piazza Vittoria, c'è l'edicola di Peppino D'Esposito. indirizzo ben noto agli habitué perché tra un magazine e un quotidiano è possibile farsi fare su misura le intramontabili espadrillas. Anacapri è così, niente griffe e vetrine scintillanti, ma la vecchia merceria, il sarto, il tabaccaio, il locale storico come il Bar Ferraro, ritrovo cultural-politico del posto. Sulla via Tuoro, che dal centro conduce alla celebre Grotta Azzurra, si incontra l'Orsa Maggiore. un piccolo albergo di charme aperto da poco più di un anno, con centro benessere, piscina e ristorante. Un rigoglioso giardino circonda la villa che conserva la tipica architettura mediterranea: le stanze sono 14, diverse nei colori e nei particolari di arredo, tutte con terrazza. Anacapri, specie tra settembre e ottobre, lontano dall'afa di luglio e agosto, è la meta ideale per chi ama passeggiare nel silenzio e nella natura, visitare luoghi storici come Villa San Michele, la casa di Axel Munthe, o le rovine di Damecuta, una delle dodici ville fatte costruire dall'imperatore Tiberio. A fine estate c'è la Settembrata, la festa che coinvolge le quattro contrade del paese.

Oppure si può andar per sentieri: quello dei Fortini ottocenteschi per esempio, tre ore di camminata letteralmente sospesi tra la roccia il mare. Lungo il percorso, tra il fortino di Mesola e quello di Orrico, si incontra la Locanda Fortini da Andrea, un posto fuori dal mondo dove è possibile ristorarsi con un boccone e una bibita e rilassarsi sulle amache vista mare. Da qui si scende sino alla Gala del Rio. Altro itinerario è l'ascesa al Monte Solaro (circa 589 m) con la seggiovia tra pini e cespugli di macchia mediterranea. Infine c'è la Passeggiata della Migliara con il singolare Parco Filosofico, l'unico in Europa, creato dallo svedese Gunnnar Adler-Karlsson e da sua moglie Marianna e dedicato alla meditazione. Tra ulivi, lentischi e mini si scorgono piastrelle di maiolica con i motti di celebri maitre à penser. Il sentiero della Migliara conduce al Belvedere del Tuono, uno dei panorami più struggenti al mondo: uno strapiombo da vertigine: da una parte Punta Carena con il faro, dall'altra i Faraglioni e il mare.

A pochi metri da questa balconata che toglie il fiato, il Ristorantehotel da Gelsomina è un'istituzione, nata negli anni Cinquanta grazie a Gelsomina e a suo marito Raffaele. Offre anche sette stanze (pulite, con terrazzino e vista mare) e piscina panoramica. Il posto è perfetto per chi cerca il "fuori dalla mischia": la cucina e l'ambiente sono quelli della Capri frequentata da Axel Munthe e Alberto Moravia.
Un autentico scampolo di campagna rimasto intatto, genuino; i sapori sono quelli della tradizione isolana come i ravioli capresi con salsa di pomodoro fresco e basilico, gli spaghetti alla ciamurra, proprio quelli di Anacapri, con alici, olive e sedano. Da bere con vino Doc Capri che quest'anno festeggia i trent'anni o, perché no, con la birra di Capri, la prima e unica birra artigianale dell'isola, fatta proprio ad Anacapri.

LE SPIAGGE? POCHE MA GIUSTE
Capri ha per lo più un mare di scoglio, profondo e non sempre di facile accesso. Le spiagge sono due e di ciottoli: si va a Marina Grande dove, oltre allo stabilimento Le Ondine (tel. 081.837.5453), c'è un ampio tratto di arenile libero, amato dai capresi; oppure a Marina Piccola, dall'altra parte dell'isola, dove si trovano gli stabilimenti balneari più celebri (e anche più costosi) come La Canzone del Mare (tel. 081.837.0104) e Da Maria (tel. 081.837.5648).
Un indirizzo da intenditori sono i Bagni di Tiberio (tel. 081.837.7688): una spiaggetta di ciottoli e pontili con lettini e ombrelloni, raggiungibile via mare con la barca che parte ogni 15 minuti circa dal molo di Marina Grande (accanto alla biglietteria degli aliscafi) oppure via terra percorrendo via Palazzo a Mare. Unico difetto di questo angolo caraibico è che il sole tramonta intorno alle 15.30.
Ad Anacapri il meglio è il Lido del Faro di Punta Carena (tel. 081.837.1798), incastonato tra la roccia e le trasparenze color zaffiro (con piscina ad acqua di mare e ristorante) da godere fino al tramonto. Oppure Gradola, alla Grotta Azzurra, dove c'è il mitico ristorantino di Add'O Riccio.
Per fare il bagno con vista sui Faraglioni bisogna scendere Da Luigi (tel. 081.837.0591) o Alla Fontelina (tel. 081 837.0845): il sentiero è di oltre un chilometro e mezzo, faticoso, in salita, con gradini e a tratti impervio, ma ne vale la pena.

Inviati da Dove, Donatella Bernabò Silorata e il fotografo Carlos Solito